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Storie di ordinaria in-civiltà
Pubblicato il 04/08/2010 |
da
Alessandro Anzit
Ricoperti di sputi e di insulti mentre riasfaltavano il tratto autostradale
Ricoperti di sputi e di insulti mentre riasfaltavano il tratto autostradale "bruciato" durante l'incidente accaduto martedì 3 agosto fra San Donà di Piave e il bivio A57 ex tangenziale di Mestre. Da chi? Dagli automobilisti in coda causa cantiere. Un episodio isolato? Nemmeno per sogno, un evento ricorrente purtroppo, che gli operai delle ditte di manutenzione convenzionate con Autovie Venete e gli stessi dipendenti della Concessionaria, vivono quotidianamente. La squadra di pronto intervento (una quindicina di persone in tutto), impegnata ieri per ripristinare nei tempi più rapidi possibili la sicurezza della circolazione, ha subito le ire degli automobilisti in attesa. Persone della "società civile" e, si badi bene, tutti a conoscenza di quanto stava accadendo, puntualmente scritto sui pannelli a messaggio variabile presenti, in ingresso, sulle rampe d'accesso all'autostrada. Un comportamento per il quale non ci sono parole, che offende, prima di tutto i lavoratori. Persone che mettono a rischio la loro vita per garantire la sicurezza altrui. Persone che lavorano a qualunque ora, in qualsiasi condizione atmosferica, "protetti" solo dalla segnaletica e dai lampeggianti, puntualmente ignorati dagli automobilisti. Stessa sorte tocca a buona parte del personale "su strada", quello, sì proprio quello che distribuisce l'acqua e fornisce assistenza: insulti, minacce e, in qualche caso, perfino lancio di oggetti dall'auto! Stress da coda? No solo disprezzo totale per le persone, visto che etica e moralità sono valori che nemmeno conoscono.
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