TURISMO

Turismo alternativo: le masserie del Salento

October 21 2016
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Sul calco di un analogo fenomeno nato in Toscana negli anni '90, il Salento ha alimentato il Salentoshire, in cui le masserie tipiche diventano il cuore di un modo nuovo di fare turismo.

Il Salento è un territorio ricco di sfaccettature, attrattive e suggestioni speciali. Il Tacco d’Italia è diventato un simbolo dell’estate, come se per nove mesi all’anno cessasse di esistere; in realtà, vale la pena affittare una camera di hotel, di un b&b o di residence Salento e partire alla sua scoperta in qualunque periodo dell’anno. O, meglio ancora, perché non tuffarsi nella dimensione più bucolica e incontaminata del Salento di una volta?

Le masserie del Salento

La provincia di Lecce possiede un retaggio fortemente scolpito nella tradizione contadina, fatta di prodotti della terra, lavoro dei campi, ritmi dettati dall’andamento del calendario. Una realtà fuori dalle logiche mainstream, autentica e decisamente più veritiera di quella che si configura nella stagione estiva. Perché la vita notturna del Salento è nata in contemporanea con gli interessi personalistici del turismo da copertina, forse giusto poco prima. Il turismo delle masserie del salento, invece, si sta facendo strada da diversi anni in maniera differente, più discreta e quanto mai degna di essere conosciuta.

Ai tempi del feudalesimo, gran parte della vita contadina orbitava intorno a grandi masserie fortificate, all’interno delle cui mura si barricavano i signori del posto e i braccianti. Lì si consumavano giornate sempre uguali, fatte di lavoro duro, paura della minaccia barbarica, prodotti della terra, stenti, molto spesso. Lì, oggi, rivive l’anima atavica del posto, quella che vive del legame profondo tra il cittadino e la sua terra, le sue tipicità, le sue contraddizioni.

Gli investitori stranieri

Da circa un decennio, il Salento ha scoperto di piacere anche all’estero, ma in un modo diverso da quello tipico del turismo giovanile. Investitori facoltosi, per lo più inglesi e tedeschi, acquistano le rustiche tenute di campagna in cui un tempo si celebrava la vita di fatica, trasformandole in oasi di pace e relax, dove nutrirsi con produzioni a km 0 e respirare aria buona. Un fenomeno conosciuto prima dalla Toscana e ora sempre più innervato nel tessuto salentino. peccato che, una volta di più, debbano essere gli stranieri a mostrare a noi italiani come vivere e valorizzare casa nostra.



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