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“Ubi maior”, “Una tantum” …il latino vive su iPad
Pubblicato il 29/09/2011 |
da
Gaia Orlandi
Grazie a goWare-italian apps e Handcrafted Software, due aziende dell’Incubatore d’impresa del Polo Tecnologico di Navacchio
Il latino è una lingua morta? Tutt’altro, è quanto mai florida nel parlare comune e adesso è anche “pronta all’uso”, grazie ad un’applicazione per iPad che aiuterà a scoprire e riscoprire l’antico idioma a scuola, nel lavoro e nella quotidianità.
Dopo il dizionario dei dialetti, dei proverbi e la collana di filastrocche toscane, dal Polo Tecnologico di Navacchio, Goware e Handcrafted Software lanciano sul mercato delle App un prodotto che unirà divertimento ad utilità.
“Gobbo latino” è, infatti, l’aiuto per quanti cercano una frase con la quale dare forza a un’idea, a un concetto, a un sentimento o a un semplice stato d’animo: come un saggio dell’antica Roma, il Gobbo offre una sentenza latina che con la sua efficacia comunicativa ed emotiva sorprenderà ogni interlocutore.
Serve molto anche ai ragazzi che studiano latino nelle nostre scuole che di recente hanno riaperto i battenti. La nuova pedagogia del latino è quella di insegnarlo come una lingua viva, una lingua che ha influenzato il nostro modo di parlare, di pensare e di comunicare. Ecco che i ragazzi, grazie al Gobbo suggeritore, possono attingere a un grande database di parole vive nella lingua italiana in tutti i suoi gerghi.
Dal "tabulae” di cera dei tempi dell’Impero alla “tavoletta” della Apple dei giorni nostri, il latino ha conservato tutta la sua forza, con centinaia di espressioni e parole che fanno parte della lingua italiana.
Locuzioni vive come «una tantum» che ricorre nel descrivere taluni provvedimenti fiscali varati dal governo, forme di elargizione «per una volta soltanto» utili a far cassa, soprattutto nei momenti difficili. E poi ci sono parole come «sponsor» che tutti direbbero un vocabolo inglese, ma lo è solo di passaggio, perché è ritornato in Italia dopo essersi diffuso nei Paesi anglosassoni; deriva dalla radice del verbo latino «spondere» e significa «garante» o «mallevadore».
Ma la cosa interessante è anche che nuovi termini latini sono stati coniati dalla comunità degli studiosi e anche dallo Stato del Vaticano (la cui lingua ufficiale, non dimentichiamolo è il latino) per identificare parole nate quando il latino non c’era più. Lo sapevate che teleobiettivo in latino si direbbe «telelenticula» e che se dovete andare a fare la spesa al supermercato potete dire che vi state recando al «pantopolium»?
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