TURISMO

Un'angolo di toscana, La Maremma degli agriturismi, dell’arte e della natura

July 3 2019
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Tra il Lazio e la Toscana, tra il verde delle colline e il blu del mare, la Maremma è una regione splendida. È la meta perfetta per una vacanza lenta, che chiude fuori il mondo e che ha sempre qualche sorpresa da riservare. Per questo amo andarci, di tanto in tanto. Lo facevo da piccola, quando a portarmi erano i miei genitori. Lo faccio ora, che mamma lo sono io.

Durante il mio ultimo viaggio, ho scelto di vivere ancor più da vicino il cuore autentico della Maremma. Come? Soggiornando negli agriturismi. Per farlo mi sono affidata al portale Agriturist Maremma, che raccoglie i migliori agriturismi della regione e che fornisce interessanti spunti sulle varie attività che qui si possono svolgere. A cominciare, ad esempio, dai tour d’arte. Perché la Maremma è una fusione straordinaria tra il passato e l’arte moderna: basti pensare agli antichi borghi che ancora conservano tracce della storia etrusca, o al Giardino dei Tarocchi che – unico al mondo – è frutto della fantasia dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, ed è popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi.

Prima tappa di questo mio breve viaggio in Maremma è stata Pitigliano: sono venuta qui attratta da quel suo caratteristico centro storico noto come “la piccola Gerusalemme” per via della comunità ebraica che lo abita, e che si riunisce nella sinagoga. È un piccolo gioiello, Pitigliano: le case del centro gialle per via del tufo, i balconi fioriti, gli archi, le scale e – per l’appunto – la Sinagoga del Ghetto Ebraico, che racconta una storia di tolleranza e di fratellanza. Passeggiare per le vie del ghetto, e del centro storico in generale, è un’esperienza imperdibile: sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo, soprattutto se si sceglie di visitare poi le Vie Cave, quei suggestivi percorsi che gli etruschi scavarono nella roccia e che – con le loro pareti alte venti metri – sono lunghi anche un chilometro.
Un consiglio? Percorrete la Via Cava della Madonna delle Grazie, una delle più belle di tutto il territorio, oppure la Via Cava del Gradone sino all’omonima necropoli. E premiatevi poi con un sostanzioso pranzo a base di gnocchi di pane al cinghiale o di tegamata (piatto a base di carne di manzo, lasciata a bagno nel vino, e patate), o con uno spuntino veloce a base di focaccia bastarda con ricotta e vin santo o di migliaccia di Pitigliano (crépe molto sottile farcita con ricotta o con formaggio pecorino). Per la notte, le possibilità sono due, entrambe ad una ventina di chilometri dal borgo e vicine alle Terme di Saturnia, seconda tappa di questo mio viaggio in Maremma: la prima è l’Agriturismo Carpineta, podere dell’Ottocento in cui si fa colazione a base di biscotti e di marmellate fatte in casa, la seconda è l’Agriturismo Pian dei Casali, azienda biologica di 45 ettari che produce cereali e uno straordinario olio extravergine d’oliva iGP.

Dopo Pitigliano, tappa obbligata sono le vicine Terme di Saturnia. Un luogo che, quando sono in Maremma, non posso non visitare. E non sto parlando degli stabilimenti termali con hotel e spa, ma delle cosiddette “terme libere”, le Cascate del Mulino. Si dice siano le più belle terme libere d’Italia, e a vederle non si fatica a crederlo: piscina calcaree originate da tante cascatelle, sono immerse in una natura splendida e sono l’attrattiva più recensita su TripAdvisor dell’intera Maremma. A crearle è una cascata di acque sulfuree termali generata a sua volta dal torrente termale del Gorello: immergetevi in quelle piscine naturali in cui l’acqua ha una temperatura di 37.5°C, e vedrete i benefici del plancton termale sulla pelle, sull’apparato digestivo, circolatorio e motorio.

Dopo un pomeriggio alle Terme di Saturnia, ho deciso di ritornare poi verso Manciano per visitare la Maremma da un altro punto di vista: il dorso di un cavallo. Ho infatti optato per l’Agriturismo Le Chiuse, che è circondato da un uliveto e che ha un suo centro ippico: qui si possono prenotare corsi di vari livelli, per adulti e per bambini, oppure (come ho fatto io) si può prendere parte ad escursioni a cavallo che durano da un’ora all’intera giornata. Ci sono passeggiate semplici e trekking più impegnativi, per immergersi nella natura della Maremma e per vivere un’esperienza indimenticabile, soprattutto se si è in compagnia dei propri figli.

Come concludere una vacanza in Maremma? Per me non c’è un modo migliore che un paio di giorni al mare, motivo per cui ho deciso di spostarmi sulla costa. Direzione, Porto Ercole. Qui ho scelto come base l’Agriturismo Tenuta Grazia di Orbetello Scalo, affacciato sul mare di Ansedonia e sulla Laguna di Orbetello.

Frazione del comune di Monte Argentario, Porto Ercole è un borgo marinaro dall’aspetto antico, con le reti appoggiate sui caratteristici gozzi e con le facce dei pescatori segnate dal vento e dal mare. Coi suoi forti, le sue torri e le strade panoramiche, è un villaggio che ha tanto da offrire. Ma io amo soprattutto le sue spiagge, da quelle spaziose, sabbiose e organizzate come Le Viste, la più vicina al paese e ricca di stabilimenti balneari, alle spiagge libere ma con la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini come L’Acqua dolce (per raggiungerla bisogna seguire le indicazioni per l’Hotel Pellicano, arrivare all’ingresso dell’hotel e imboccare sulla sinistra il semplice sentiero pedonale lungo 100 metri) e la Spiaggia Lunga, il cui accesso si trova sulla strada panoramica provenendo da Porto Ercole, ed è costituito da un sentiero sufficientemente ripido. Perché la Maremma, in fondo, è proprio così: uno straordinario mix di luoghi noti e di piccole gemme nascoste, in cui i profumi della natura si mescolano a quelli del mare.



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