ARTE E CULTURA

Un capolavoro del Settecento ligneo: Il confessionale di Andrea Fantoni

August 29 2017
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La bottega artigianale della Famiglia Fantoni fu operativa con scultori, intagliatori e architetti dalla fine del XV al XIX secolo.

La presenza di questo confessionale all’interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore in Bergamo Alta brilla come brillano le vere opere d’arte, catalizzando l’attenzione e portando l’osservatore a muovere i propri passi verso di essa.

La sua realizzazione è avvenuta tra il ca. 1704 – ca. 1705, per opera di Andrea Fantoni (1659-1734), il membro più conosciuto della storica famiglia per via della sua grande arte nel progettare e realizzare specialmente arredi liturgici.
I legni utilizzati per la realizzazione di quest’opera sono i seguenti:

Il legno di noce, che si trova in tutte le parti intarsiate a vista, quelle scure, particolarmente adatto all’intaglio per la compattezza delle sue fibre e duraturo nel tempo.

Il legno di bosso, facilmente riconoscibile nelle parte intagliate di colore più chiaro. La scelta di utilizzare due legni differenti, uno dalle tinte scure, e uno dalle tinte chiare fu proprio dettata dalla volontà di creare giochi estetici che enfatizassero i disegni realizzati ad intaglio.

Un terzo legno utilizzato è quello di conifera, legno meno pregiato ma molto efficiente nella realizzazione di strutture. La parte strutturale di quest’opera infatti è interamente realizzata in legno di conifera.

Le dimensioni di quest’opera sono 240 cm x 120 cm x 395 cm.

Il confessionale si integra nell’ambiente circostante con grande enfasi e potenza.

In esso infatti si ritrovano tutti quei canoni barocchi che rendono quest’opera una vera e propria macchina scenica.

Il penitente è un attore che si inginocchia alla potenza di Dio ed è avvolto da drappi e figure che per la loro bellezza sembrano uscire e rendere leggera la materia del legno.

Partendo dall’alto si vede Dio guardare verso il penitente con braccia allargate in segno di accoglienza.

Alle spalle di Dio troviamo una sfera dalla quale escono lingue di fuoco. Queste lingue sono le sette fiamme purificatrici che rappresentano i sette sacramenti cristiani.

Nella foto qui sopra potete vedere il medaglione in bosso raffigurante la consegna delle Chiavi a Pietro, mentre a destra e sinistra due statue raffiguranti le virtù del confessore.

Quella di destra, dove si vede una vergine tenere in braccio un agnellino è la Mitezza, mentre in quella si sinistra si vede una vergine tenere in mano un libro, questo è il simbolo della Sapienza.

In tutto le virtù del confessore sono quattro, ancora più a destra troviamo il Segreto Confessionale, mentre ancora più a sinistra troviamo la Misericordia.

La porta del confessionale è composta di un alto rilievo in bosso raffigurante “La resurrezione del figlio della vedova di Nain” e da una cornice a tema floreale intagliato su noce.

A sinistra si trova “la penitenza” raffigurata da una donna vecchia che trascina abbracciando la croce.

A destra si trova “l’uomo seminudo” con un piede sopra una sfera, rappresentazione dell’uomo che scende dall’instabile condizione di peccato tramite la confessione delle proprie colpe.

Bellissima è l’immagine di insieme dove l’uomo seminudo sofferente regge un drappo per celare il peccatore, e con l’altra mano gli indica la via dell’inginocchiatoio.


Dalla visita è emersa un’opera perfettamente conservata (merito del delicato restauro avvenuto nel 1999) bella ed imponente. Forse l’illuminazione non era delle migliori, ma la bellezza delle forme e la plasticità di tutto l’insieme sono così forti e nette che nel gioco di pieno e vuoto da loro generato basta veramente un raggio di sole per far vibrare tutta la tridimensionalità di quest’opera.

La Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo è un luogo stupendo con una storia particolare, basti pensare che non ha un solo ingresso, e ricca di altri capolavori lignei oltre il Confessionale del Fantoni.

Il Coro Ligneo ed in particolare le Tarsie dell’Iconostasi realizzate dal pittore Lorenzo Lotto e dall’intarsiatore G.F. Capoferri sono opere artigianali d’arte realizzate con una maestria tale che nei secoli seguenti non hanno trovato pari.



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