ARTE E CULTURA

Un nuovo progetto espositivo ZamenhofArt a Palazzo della Racchetta, "Trans-figurazioni"

March 5 2015
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una mostra d’arte contemporanea che raduna nello storico Palazzo della Racchetta, in centro a Ferrara, 100 opere di 11 artisti emergenti, con lo scopo dichiarato di ridefinire un concetto contemporaneo e post-moderno di “figurazione” , tra pittura, fotografia, scultura e installazioni.

TRAnS-FIGURAZIONE

La Camel Home Gallery di Ferrara in collaborazione con Zamenhof Art di Milano e Palazzo della Racchetta è lieta di presentare ad un nuovo progetto curatoriale di Virgilio Patarini:
“TRAnS-FIGURAZIONE”, una mostra d’arte contemporanea che raduna nello storico Palazzo della Racchetta, in centro a Ferrara, 100 opere di 11 artisti emergenti, con lo scopo dichiarato di ridefinire un concetto contemporaneo e post-moderno di “figurazione” , tra pittura, fotografia, scultura e installazioni.

La mostra sarà aperta al pubblico da venerdì 13 marzo 2015, in concomitanza con la Maratona di Ferrara, che proprio a Palazzo Racchetta, in via Vaspergolo 4,6 e 6a avrà il suo “quartier generale”, e sarà visitabile tutti i giorni dalle 15 alle 18, ad ingresso libero (chiuso il lunedì), fino a domenica 29 marzo, ultimo giorno in cui alle ore 17 si svolgerà una festa di “finissage” della mostra con la presenza di numerosi artisti, rinfresco, e presentazione critica della mostra e del volume “Trans-Figurazione” edito per l’occasione da Zamenhof Art Edizioni.

In esposizione quadri, fotografie, sculture e installazioni di Simone Boscolo, Valentina Carrera, Amos Crivellari, Dennis Fazio, Ezio Mazzella, Diego Palasgo, Virgilio Patarini, Andrea Pirani, Simona Ragazzi, Ivo Stazio, Edoardo Stramacchia.

TRAnS-FIGURAZIONE
(dalla prefazione dell’omonimo volume a cura di Virgilio Patarini, Edizioni Zamenhof Art)
Una figurazione attraversata, trafitta, tradita, ritrovata e sfigurata, tramandata e al tempo stesso rimandata, abbozzata, non finita, inquieta, in dissolvenza, in ambigua ambivalenza tra memoria e oblìo, in crisi di identità o forse, meglio: in piena presa di coscienza della propria identità multipla, schizofrenica, mutevole e post-moderna, incline al declino e proprio per questo forte della sua fragilità, consapevole della propria consistenza effimera, fantasmatica, famelica e cannibale e al tempo stesso anoressica.
Una figurazione oltre il principio di non contraddizione, uguale a se stessa e sempre diversa, coerentemente incoerente, nostalgica di un passato mai davvero vissuto e forse nemmeno compiutamente immaginato, che risorge dalle sue ceneri e di cenere è fatta, e di fumo che il vento disperde e di fiamme sull’acqua.
Una figurazione sincopata, ondivaga… bussola impazzita che si rifiuta di decidere una volta per tutte da che parte sta il nord, amante fedele solo nell’ora del tradimento, presenza assente, assenza sempre presente, segno di contraddizione, disegno senza contorni, sconfinato confine, modo smodato, snodo riannodato, grumo di sangue e sospiri, carezza che ferisce, problema sempre aperto, insoluto…
Una figurazione in cui il come e il che cosa si scambiano di ruoli, in un gioco di specchi in frantumi in cui è difficile dire se sia l’immagine che è a pezzi o il mezzo che la riflette. O l’anima che in quell’immagine si riflette e riflette su quell’immagine. Forma che si traveste da materia e viceversa, nudo travestimento.
Niente è ciò che sembra e tutto sembra nulla. (…)
V.P.

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Virgilio Patarini
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