SPETTACOLO

Un venerdì da cortile

June 14 2018
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Il nuovo spettacolo di Elena Guerrini e una mostra sull'autoritratto contemporaneo in uno dei cortili più suggestivi della vecchia Milano dei Navigli

Secondo appuntamento della mini rassegna UN VENERDÌ DA CORTILE. Aperi-Show sul Naviglio Grande

Venerdì 15 giugno, alle 19,30, a Milano, in Alzaia Naviglio Grande, 4, nel cortile interno, secondo appuntamento teatrale per la mini rassegna intitolata “Un venerdì da cortile”, con protagonista Elena Guerrini, in uno degli angoli più suggestivi della Vecchia Milano.

Per il secondo venerdì consecutivo questo cortile della vecchia Milano, circondato dalle tipiche case di ringhiera, si trasformerà in un piccolo teatro all’aperto per un aperitivo con autore. In questo secondo appuntamento sarà l'autrice ed attrice Elena Guerrini a presentare “Vie delle donne”, un vero e proprio work in progress tra autobiografia e narrazione delle vicende di alcune emblematiche figure di donne.

Nel cortile sono visitabili un Atelier di Arte Contemporanea (Spazio E), di Modernariato (Così-Cozy), di Abbigliamento (Antropology), di Home Decor (Madame Gioia).
Allo Spazio E sarà visitabile la mostra "Quelli dell'Autoritratto" che riunisce 20 autoritratti di altrettanti artisti italiani (vedi qui di seguito), mostra che poi sarà presentata a Venezia (dal 18 al 28 giugno alla Galleria ItinerArte di Venezia) e a Roma (dal 30 giugno all'8 luglio alla Muef Art Gallery di Roma).

La durata delle performance sarà di circa 40’.
L’ingresso al cortile, agli atelier e alla mostra è libero (fino alle 21,30). Lo spettacolo è a offerta libera.

Qui di seguito una breve presentazione dello spettacolo e della mostra.

Cercando un titolo:
VIE DELLE DONNE, poche e quasi tutte sante
Di e con Elena Guerrini (Durata 40’ circa, offerta libera)

In questa performance Elena Guerrini ci dona un autoritratto dell’artista, invitandoci nel suo studio, caotico e creativo. Attraverso la sua arte del narrare, cercando sempre nuovi linguaggi e mezzi espressivi, parte dal personale per riversarsi sul politico e sul collettivo e viceversa. L’opera d’arte è il pubblico che partecipa e di cui l’artista non può fare a meno.
In questa forma di drammaturgia l’opera è sottratta al teatro e trae il suo nutrimento dall’ andare ad esibirsi nelle case, nelle gallerie d’arte, nei negozi di parruchiere, e li’ creare un vero dialogo con il pubblico che partecipa e finanzia l’evento tramite una simpatica e giocosa raccolta.
“Cercando un titolo” non si finisce mai di costruire, come Tecla, la città invisibile di Italo Calvino, è sempre un cantiere, un work in progress. In questa specie di metateatro, intenso racconto nel racconto in una continua co- creazione con il pubblico, Elena Guerrini mette a nudo la parte più intima del suo lavoro: la prova, il training del corpo, la scaletta, l’elaborazione del racconto, la regia. La semiotica di un giorno di prova che si fa drammaturgia composita, grazie alla forza pura della parola e degli errori, consente allo spettatore di connettersi con il magma emozionale che sta al centro del lavoro creativo.
Tre le storie raccontate: quella di Santa Marina, di Alfonsina Strada, e di Giuseppina Pizzigoni, donne a cui dedicare le vie. Ma anche la costellazione familiare delle donne della sua famigiia …

ELENA GUERRINI Elena Guerrini si è laureata al Dams di Bologna in “Metodologia della critica dello spettacolo” e ha una formazione attorica solida che si snoda attraverso la partecipazione a numerosi laboratori e stage di grandi maestri del teatro: Leo De Berardinis, Marco Baliani, Thierry Salmon, Danio Manfredini, Marco Paolini, Judith Malina, Gregory Glady, Yoshi Oida, Luca Ronconi, Gabriella Bartolomei, Wim Vandekeybus, Pippo Delbono, Dario Fo e Franca Rame.
Esordisce nel 1994, lavorando con Teatro Valdoca, con cui collaborerà anche l’anno successivo. Poi, per dieci anni (dal 1996 al 2006), collabora stabilmente, sia in teatro che al cinema con Pippo Del Bono.
Dal 2007 scrive e produce monologhi di teatro civile che narra come una cantastorie del terzo millennio sia in Italia. Tra gli altri ricordiamo il monologo “Orti insorti. In giardino con Pasolini, Calvino e il mi’ nonno contadino” del 2008 e “Bella tutta! I miei grassi giorni felici” del 2010, da cui, nel 2012, l’autrice ha tratto un romanzo pubblicato da Garzanti.
Ha partecipato a numerosi film di autori italiani e stranieri: Pupi Avati (Il testimone dello sposo), Pappi Corsicato (I vesuviani), Giuseppe Bertolucci (Il dolce rumore della vita), Paolo Virzì (La pazza gioia) e altri.
Dice di lei Franco Contu, dell’Università di Siviglia: “Tra le attrici/autrici eredi di Franca Rame, definiamo affabulatrice chi intende il teatro come seduzione, attrazione emotiva verso il tema politico e civile di cui si vuol parlare. Tra costoro, importantissima è Elena Guerrini. Formatasi con un percorso non canonico (fuori dalle accademie), propone un teatro fortemente alternativo: nei temi, di critica politica e sociale; nelle forme, con spettacoli anche brevissimi recitati per un solo spettatore per volta, cui si chiede di raccontare qualcosa di sé (invertendo il rapporto attore/spettatore); nei luoghi, prevalentemente non teatrali; nell’economia, sostituendo il pagamento del biglietto col baratto. Una sovversione sistematica di ogni canone”.

IN PRINCIPIO FU UN POST
(breve storia della mostra "Quelli dell'Autoritratto")

Ad un certo punto alcuni mesi fa il pittore Francesco Amadori postò su un gruppo Facebook chiamato “Art-Trite” un suo autoritratto ed invitò chi voleva a fare altrettanto. Nel giro di poche ore ne nacque una sorta di mostra virtuale con una cinquantina di autoritratti postati: opere d’ogni foggia, stile, tecnica, ispirazione.
Poi qualcuno disse: sarebbe bello farne una mostra vera e propria, reale, non solo virtuale. Malauguratamente tra i 48 artisti che avevano postato i loro vari e improbabili autoritratti c’ero pure io che in quei giorni stavo organizzando alcune mostre tra Milano, Venezia e Roma, ed ancora più malauguratamente mi sono chiesto: magari riesco ad incastonare questa mostra nel ginepraio della prossima programmazione, e magari riesco pure a farla girare in tutte e tre le città in questione… Ho verificato e in effetti forse si poteva… Allora ne ho parlato con Francesco che si è prontamente attivato e nel giro di poche settimane ha preso corpo questa interessante iniziativa, completamente libera, autoprodotta, autofinanziata e senza limiti di stile, tecnica, ispirazione. E senza curatori, poiché in effetti sia io che Amadori ci siamo limitati a coordinare e organizzare il tutto. Ma ciascuno era libero di proporsi e di proporre l’opera che preferiva.
Ed è questo a me pare l’aspetto più interessante: la grande varietà di stili e di modalità espressive che è venuta fuori e che fin da subito è stato l’elemento caratterizzante. Ciascuno di noi aveva un’idea (o più idee) diversa su che cosa potesse essere un “autoritratto”. Il che non è male in un’era di selfie stereotipati che impazzano sui social con corredo d’ordinanza di boccuccia a culo di gallina o di sguardo da Marlon Brando dei poveri. Forse c’è vita sul pianeta arte. Forse ci sono forme di vita addirittura pensanti e non omologate. Forse c'è ancora speranza.
Virgilio Patarini

AUTORITRATTO "CONTEMPORANEO"
(nota critica di presentazione della mostra "Quelli dell'Autoritratto")

Per un artista visuale testimoniare se stesso dovrebbe essere il massimo, mi riferisco all'idea dell'autoritratto, poi l'artista è come è, se è una persona affettata si farà a fette ma si farà a fette a maggior ragione se non lo è.
Cosa c'è di più contemporaneo dell'autoritratto ? “Hic et nunc“ (qui e ora), quale possibilità migliore di guardare se stessi senza doverne rendere conto altro che a se stessi . Ti piaci o non ti piaci ? Ti disprezzi ? Ti ami ? Hai qualcosa da nascondere ? Hai più personalità ? Hai conflitti ? Sei come ti vedi o ti vedi come vorresti essere ? Ti vedi reificato in ciò che fai, nei rapporti che hai o ti vedi per aria fra le nuvole, vuoi farti più bello ? Interessante ? Vedi il tempo sul tuo volto ? O vedi i sogni ? Ti senti una particella nel mondo ? O i tuoi sentimenti e turbamenti ti gonfiano fino a occupare uno spazio siderale incombente su tutta l'umanità? Chi ritrovi in te? I segni dell'albero genealogico con i volti dei parenti ed avi come frutti ? La mamma, il padre, il nonno ? Ti vuoi “prendere per il culo” ? Puoi farlo, puoi farti come credi per la ragione che nell’autoritratto ti sottrai al giudizio altrui: il tuo autoritratto non è in vendita.
Francesco Amadori





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