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Comunicato Stampa
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Una mostra di antiche “ketubbot” a Rivanazzano Terme

Pubblicato il 21/09/2011 | da Rosita Viola


Dopo Monte San Savino, Firenze, Tel Aviv e Roma, a Rivanazzano Terme saranno esposti alcuni contratti matrimoniali ebraici del ’700, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, 24 e 25 settembre 2011.

Potrebbe sembrare noioso o poco interessante una mostra di contratti matrimoniali, ma la mostra che sarà allestita a Rivanazzano Terme e a Nazzano in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è forse quanto di più curioso sia stato mostrato nella piccola località termale negli ultimi decenni: la maggiora parte di questi documenti è finemente decorata da miniature che li impreziosiscono. La redazione calligrafica ed ornamentale della ketubbah in Italia diede vita, in particolar modo nei secoli XVII e XVIII, ad un artigianato di ricchezza e varietà straordinarie. Sotto l’influenza del Barocco italiano, gli ebrei sefarditi, seguiti da altre comunità in Italia, commissionarono e crearono infatti le più elaborate ketubbot fino ad oggi conosciute.
Il contratto matrimoniale è un documento in mancanza del quale un matrimonio ebraico non è valido, nel passato come nel presente. Non risulta, ad oggi, il ritrovamento di contratti matrimoniali ebraici nella nostra provincia, ma la presenza di ebrei nel Ducato di Milano e a Pavia è ampiamente documentata e l'Università degli Studi di Pavia ha organizzato una mostra relativa alla presenza in città degli ebrei dal Trecento a fine Cinquecento.

Organizzatrice della mostra è la D.ssa Stefania Roncolato. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Padova con una tesi dal titolo “I partiti ultraortodossi ebraici nella società israeliana contemporanea”, nel 1997 vince la borsa di studio Golda Meir per frequentare The Graduate Year Program presso l’Università Ebraica di Gerusalemme. Nel 2006 si laurea cum laude in Storia presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo “Periplo dell’arte ebraica sulla rotta dell’interdetto visivo. Sosta curiosa a Verona”, e nel maggio 2011 consegue il dottorato in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Verona discutendo la tesi “La comunità ebraica di Verona nel XVI secolo (1539-1600)”.
Vera appassionata della cultura ebraica, sulla quale ha scritto numerosi testi, è diventata un’attenta ricercatrice di contratti matrimoniali ebraici: “I contratti matrimoniali ebraici esercitano su di me un grande fascino. Poiché da anni ricerco sulla comunità ebraica di Verona, ho collezionato nel tempo le immagini di tutti i contratti matrimoniali ebraici (in ebraico si chiamano ketubbot) stipulati a Verona che sono riuscita a rintracciare. Alcuni anni fa mi accorsi che nella rete c'era un sito su Salomone Fiorentino, un poeta ebreo nato e cresciuto a Monte San Savino. Il nome non mi suonava nuovo: allora cercai tra i miei files e vidi che il contratto matrimoniale del poeta era conservato in Canada presso il Beth Tzedek Museum. Il poeta, in seconde nozze, aveva infatti sposato la figlia vedova del rabbino di Verona. Chiamai subito l'associazione Salomone Fiorentino e lo comunicai. Il presidente, ing. Jack Arbib (che vive tra Israele e Monte San Savino), persona meravigliosa, mi contattò immediatamente invitandomi a scrivere un libro sui contratti matrimoniali del paesino: stupita, gli dissi che ne conoscevo solo uno, ma lui mi invitò a cercarne altri. E li trovai! Sparsi ai quattro angoli del mondo, ma li rintracciai. E così nasce il libro “Le Ketubbot di Monte San Savino”, Giuntina, Firenze 2009.
Jack ha avuto la magnifica idea di stampare le immagini dei contratti su tele e così, in occasione della presentazione del libro, le abbiamo sempre portate come mostra itinerante, un'esperienza davvero affascinante.
In questi due anni abbiamo rintracciato altre due contratti che si trovano presso privati (ogni ritrovamento si tramuta in giubilo!) e un terzo mi è stato donato da uno straordinario collezionista di Tel Aviv, William L. Gross, per il lavoro che ho svolto e la passione che mi ha davvero travolto in questi anni per salvare la memoria e divulgare la storia dei contratti. Si tratta di una preziosa pergamena (risale 1726) che non ha alcuna decorazione se non un fiore sbiadito, ma che ha il pregio di essersi salvata per essere mostrata in tutta la sua bellezza e fragilità”.

Il retaggio ebraico di Monte San Savino: una storia di pergamene e pietre
Monte San Savino, antico borgo cintato nel cuore della Val di Chiana, ospitò in varie epoche del passato famiglie di ebrei, che poi, a partire dal 1627, costituirono una laboriosa e vivace comunità. L’anno 1799 segna la fine di questa presenza: la popolazione ebraica, minacciata dalla marmaglia istigata dal moto del “Viva Maria”, dovette forzatamente abbandonare la città, senza più ritornarvi. Da allora, nel luogo non vi è più stata una presenza ebraica, ad eccezione dei resti silenziosi della struttura dove era situata la sinagoga nel vecchio ghetto e del cimitero fuori porta. Negli ultimi anni la città ha cominciato ad ospitare, la prima domenica di settembre, la Giornata Europea della Cultura Ebraica, e così, dopo una lunga pausa di oltre 200 anni, la lingua ebraica viene udita, letta e cantata nei borghi, nelle piazze e nei chiostri.
Purtroppo dall’archivio comunale quasi tutti i documenti della Università Israelitica, come era chiamata la comunità ebraica, sono andati dispersi.
Stefania Roncolato ha pazientemente e laboriosamente rintracciato le ketubbot descritte nel libro su citato, pergamene che provengono da Monte San Savino e sono tutte datate – essendo data e luogo requisiti essenziali per la validità di una ketubbah – e fanno parte di una diaspora che ha raggiunto località lontanissime. Alcuni di questi contratti matrimoniali non sono mai stati catalogati, esposti o pubblicati. Si conoscono anche altre ketubbot savinesi, registrate nell’inventario della Comunità Ebraica di Firenze, ma al momento introvabili.

L'importanza che riveste il matrimonio nella tradizione ebraica è implicita nel termine che definisce la cerimonia nuziale, ossia kiddushin, dalla radice che significa ciò che è sacro.
La legge ebraica prevede che lo sposo consegni alla sposa prima delle nozze la “ketubbah”, parola ebraica che significa scrittura, ciò che è scritto, ossia la carta dotale tradizionale nella quale sono raccolte le clausole del contratto matrimoniale ebraico.
Il documento è l’atto unilaterale con cui il marito assume verso la moglie degli obblighi morali e patrimoniali, che la legge e la consuetudine di Israele gli impongono.
Con questo contratto il marito si impegna a corrispondere alla moglie, in caso di morte o di divorzio, una somma determinata che le garantisca un tenore di vita indipendente e dignitoso.
Le ketubbot sono migrate nel tempo e nel mondo insieme alla popolazione ebraica: lungo il corso dei secoli tradizioni e costumi di vari luoghi e periodi si sono straordinariamente embricati sulle pergamene, rendendo questi contratti documenti di inestimabile valore per la storia, la tradizione, la cultura e l'arte ebraica. Per molte ragioni e circostanze storiche solo un numero esiguo di contratti matrimoniali ebraici è riuscito a superare il logorio del tempo.

Questa raccolta di carte dotali comprende 7 ketubbot provenienti da Monte San Savino ed una ketubbah vergata a Firenze. La maggior parte dei contratti, graziosamente decorati, risale al XVIII secolo. Una lista conservata presso la comunità ebraica di Firenze elenca le ketubbot che erano incorniciate e conservate presso la comunità fiorentina prima che l'alluvione devastasse la città nel 1966, calamità che, probabilmente, causò la loro scomparsa.


La mostra è visitabile sabato 24 settembre a Rivanazzano Terme in Municipio - Sala Consiliare, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, e domenica 25 settembre nel Borgo di Nazzano, dalle ore 10.00 alle ore 19.00.



Organizzazione e informazioni: Ass. Occasioni di Festa. Tel. 0383 944720
Ufficio stampa e promozione: Agenzia Promoemozioni – Rosita Viola tel. 3496418980 – e-mail info@promoemozioni.biz

Rocca Susella – settembre 2011


Link: giornate europee del patrimonio

Autore della pubblicazione:
Rosita Viola
Titolare
Agenzia Promoemozioni
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