SALUTE e MEDICINA

Valdispert (Vemedia Pharma): le sei principali fasi del sonno nei bambini

September 25 2020
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

Valdispert, punto di riferimento dal 1924 nell’ambito degli integratori naturali, propone, tra gli altri, prodotti ad hoc per favorire l’addormentamento, consigliati anche per i più piccoli

Milano, settembre 2020 – Valdispert da quasi 100 anni sviluppa integratori a base naturale pensati per ogni esigenza. Tra i prodotti più richiesti, figurano quelli che aiutano a rilassarsi e ad addormentarsi, alcuni dei quali possono essere anche assunti dai bambini. Come gli adulti, infatti, anche i più piccoli possono soffrire di disturbi del sonno. Le cause di questo tipo di problemi possono essere molteplici, dalla sovrastimolazione all’utilizzo di dispositivi elettronici prima di coricarsi fino all’ansia da separazione. Per capire meglio come affrontare i disturbi del sonno nei bambini, comunque, è innanzitutto necessario comprendere come si articola il loro sonno, a partire già dalla nascita.

Le fasi del sonno nei bambini possono essere ricondotte a 6 principali. A cominciare dal sonno profondo, il momento in cui i bambini dormono più profondamente e non reagiscono agli stimoli; a questa fase segue quella cosiddetta REM (acronimo di Rapid Eye Movement), riconoscibile perché il respiro si fa più irregolare e il risveglio diventa più facile.

Una volta sveglio, il bambino entra nella fase della veglia quieta, il momento migliore per giocare e interagire con l’ambiente circostante. Dopo aver svolto le sue attività, il bambino entra nella fase di transizione, che precede l’addormentamento. Si tratta di un passaggio cruciale per fare in modo che il piccolo riposi correttamente; a questo proposito, i genitori possono adottare alcuni utili accorgimenti, come per esempio leggere una storia o cantare una ninna nanna.

Oltre a queste 4 fasi, ce ne sono altre 2: la veglia attiva, nella quale il bambino entra nel momento in cui non riesce ad addormentarsi durante la fase di transizione, caratterizzata da manifestazioni di insofferenza e nervosismo e, infine, il pianto che, seppure è da considerarsi un fenomeno del tutto naturale, non deve essere ignorato. Piangere, infatti, è l’unico modo che hanno i bambini per far capire ai genitori che qualcosa non va: se un bambino piange ogni tanto prima di addormentarsi, dunque, non c’è da preoccuparsi, ma se questo comportamento è troppo frequente, è opportuno consultare il pediatra, che saprà consigliare alcune tecniche efficaci per favorire il rilassamento e, di conseguenza, un sonno sereno.



Licenza di distribuzione:
Carmine Fabrizio
Responsabile pubblicazioni - Sicomunicaweb Srl
Vedi la scheda di questo utente
Vedi altre pubblicazioni dell'utente
RSS di questo utente
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere