TURISMO

Valle di Fiemme: il progetto della gabinovia su gomma

August 6 2020
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la posizione di Transdolomites

Valle di Fiemme: il progetto della gabinovia su gomma: la posizione di Transdolomites.

Alla proposta di funivia su gomma che l'Ing Ezio Facchin ha presentato
alcuni giorni fa in valle di Fiemme riconosciamo i seguenti meriti;
- dare nuova linfa al tema della mobilità nelle valli di Fassa e Fiemme con
l'intenzione chiaramente espressa di proporre un sistema di mobilità che
disincentivi il più possibile l'utilizzo dell'automobile
- proporre una visione che partendo da un territorio delimitato es.
Cavalese-Moena si possa successivamente allargare al contesto dolomitico
- avere dimostrato che per dare efficienza al servizio di mobilità pubblica
bisogna realizzare una corsia preferenziale su tutto il percorso per fare sì
che esso non interferisca con la viabilità ordinaria. Cosa che anche la
ferrovia farebbe ( 2 soli passaggi a livello previsti tra Cavalese e Canazei
su strade di secondaria importanza) e che invece il BRT non garantisce dato
che viaggia su sede stradale in parte promiscua.

Non vogliamo passare per i soliti bastian contrari che vedono il giusto
solo nella propria proposta, ma se sulla proposta funiviaria il parere
negativo appare sul sito https://www.funiforum.org/funiforum/node/241306
nel quale il suo fondatore pubblica : " "Solo per la certificazione e
approvazione di un sistema simile passerebbero almeno 10 anni con il
ministero e commissione trasporti, ed avrebbe tra l'altro molti problemi
durante l'inverno con la neve oltre a necessitare di tutti i sistemi della
guida autonoma e anticollisione tipo PRT di Heathrow" allora riteniamo
sia corretto e doveroso esprimere la nostra opinione

Partiamo dal fatto che nel momento in cui il percorso " funiviario" più si
estende, più diventa essenziale la parte su strada rispetto a quella
funiviaria per mantenere la velocità e ridurre il numero dei punti di
passaggio dalla fune alla strada che fanno perdere tempo. L'idea delle
gabine che a terra sono trasportate dai vagoncini a guida automatizzata è
una suggestione interessante, ( come tutte la automatizzazioni che sentiamo
proporre nel campo dei trasporti) ma limitata nella prospettiva di garantire
collegamenti lunghi e tra le vallate. In altre parole, un sistema molto
locale, anche se utile ai turisti e che sarebbe di certo apprezzato: una
giostra da luna park ad arricchire quello che molti criticano essere il luna
park delle funivie.
Progetto localistico che considera i turisti, mentre noi da anni
continuiamo a difendere l'obiettivo che è ai residenti in primis che
dobbiamo riservare l'attenzione di proporre servizi di mobilità pubblica
efficiente. Soddisfatti i residenti, automaticamente abbiamo soddisfatto le
esigenze dei turisti.
Trattandosi di guida automatizzata su strada esso probabilmente si dovrà
confrontare con le leggi della sicurezza dei trasporti . Il rischio è il
percorso su strada debba essere "blindato" ossia essere inaccessibile alle
persone .
Se così fosse avremmo a che fare con tratti nei quali le valli sarebbero
divise fisicamente da una simile barriera.
La necessita di costruire le stazioni funiviarie farà prevedere una
ulteriore colata di cemento.
Il rischio che noi prevediamo è che ci si inoltri in un percorso che porti
alla irrealizzabilità di una simile soluzione o che , se fattibile, si
riviva l'esperienza economica fallimentare del minimetro di Perugia

Altro aspetto non secondario e che sempre più risulta essere vincente
nella scelta delle destinazioni turistica è l'esperienza del viaggio.
La qualità della vacanza non si limita più al mero soggiorno ma anche
all'esperienza che maturiamo durante il trasferimento verso le località
turistiche. Non si tratta dunque di spostare solo persone bensì di proporre
una esperienza che potrà fare la differenza. Il rischio dei sistemi
automatizzati è dunque quello della banalizzazione del viaggio.
Il treno da questo punto di vista non conosce concorrenza e la Svizzera ci
insegna tutto a tale proposito
Il progetto funiviario , così come il BRT , è debole soprattutto perché non
risponde alla necessità di risolvere il come connettere le valli di Fiemme e
Fassa alla rete nazionale ferroviaria ed al progetto dell'alta velocità che
sarà determinante per le future opportunità turistiche. Tra l'altro ,la
grande esclusa rimane la valle di Cembra.
Dobbiamo insomma ritornate al periodo ante 1963 quando chi viaggiava in
treno scendeva a Ora e da lì con il treno della Valle di Fiemme raggiungeva
le valli di Fiemme e Fassa.
Fu la ferrovia a dare la spinta vincente allo sviluppo della loro economia
turistica. Un obiettivo che riteniamo irrinunciabile per le valli
dell'Avisio e che inspiegabilmente , ma correttamente , viene previsto ne
caso del progetto della funivia per il Bondone, la Rovereto -Riva del Garda
, anello delle Dolomiti ed è realtà per la Trento-Mezzana e Valsugana, ma
che una " regia occulta a Trento" ma che ben conosciamo insiste a negare
alle Valli dell'Avisio

Come concludere ? Ancora una volta prevale la paura delle "grandi opere" ed
il desiderio di avere risultati nel breve termine e spendendo poco ma senza
aggredire il problema alla radice.
Pur nella diversità delle soluzioni proposte, siamo contenti che nelle valli
sia forte la consapevolezza della necessità di impegnarsi nella ricerca
delle soluzioni migliori per ridurre il traffico e inquinamento.
Se il sistema funiviario ha un costo al km quasi simile alla ferrovia ed è condizionato dai tempi lunghi necessari per le eventuali omologazioni e
dalle incognite economico-trasportistiche, ma se ciò che ci accomuna è dare alle valli delle modalità di trasporto che diano una svolta al modo di
viaggiare nelle valli, perché non fare fronte comune per pretendere che l'Esecutivo provinciale a Trento appronti il progetto della Ferrovia dell'Avisio come chiesto da ben 17 mozioni di Comuni e Comunità delle valli di Cembra, Fiemme, Fassa , Trento, Consiglio provinciale Mozione Nr. 38/2014?

Perché questi sono gli Atti di indirizzo politico che le Istituzione del
territorio hanno prodotto in questi anni.
Ferrovia, tanto banale, quanto sempre più efficace e pronta all'uso.
L'esperienza ferroviaria dell'Ing. Ezio Facchin in questo percorso sarebbe
certamente preziosa.

INFO:

Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites
Cell. 320.4039769
www.transdolomites.eu


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Licenza di distribuzione:
Giamcarlo Garoia
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