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Venti anni di studi su giordano bruno

April 6 2020
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Tra gli eventi rinviati a causa dell’emergenza COVID c’è anche la presentazione ufficiale di “Scintille d’infinito”, l’ultimo libro di Guido del Giudice. Intervistato in videoconferenza, lo scrittore ha ripercorso 20 anni di studi bruniani.

- Com’è iniziata questa sua avventura?

“Era il 17 febbraio del 2000. Dopo aver percorso a piedi il tragitto dalle carceri di Tor di Nona a Campo de’ fiori per ricordare il quarto centenario del rogo infame, decisi di scrivere un piccolo opuscolo per celebrare l’evento. Nacque così il mio primo libro “Www Giordano Bruno”, dedicato alla mia esperienza sul web, cominciata due anni prima con la creazione di quello che sarebbe diventato il più importante sito Internet dedicato al Nolano”.

- Sono passati vent’anni da allora e a quel primo libro ne sono seguiti altri dieci, fino ad arrivare alla piccola antologia di aforismi appena pubblicata col titolo “Scintille di infinito”.

“Sono stati venti anni di studi, di viaggi sulla rotta della "peregrinatio" del Nolano, di saggi, documentari, convegni, conferenze. Ad ognuno di questi libri è legata un’emozione, una scoperta biografica, un’intuizione filosofica".

- Ci vollero cinque anni perché si materializzasse il secondo: “La coincidenza degli opposti”.

“Frutto di una innovativa riflessione sulle consonanze tra la filosofia Bruniana e le filosofie orientali, è un lavoro che ha aperto agli studi bruniani prospettive ancora inesplorate”.

- L’anno dopo ha iniziato il ciclo delle traduzioni con le “Due orazioni”, la Valedictoria e la Consolatoria.

“Bruno le pronunciò in Germania, nelle due università dove gli fu finalmente concesso di insegnare: Wittenberg e Helmstedt. La loro realizzazione si accompagnò, come tutte le altre traduzioni da me effettuate, a un’accurata ricerca di atmosfere e informazioni sui luoghi dove esse furono composte”.

- Due anni dopo fu la volta del "Camoeracensis Acrotismus". Si trattò della prima traduzione in assoluto dell’opera, innovativa fin dal titolo, “La disputa di Cambrai”, che mise fine a un’annosa questione interpretativa.

“Anche in questo caso la metodologia “on the road” si rivelò fruttuosa. Un viaggio a Praga, nella biblioteca del "Klementinum", per esaminare una famosa copia originale del libro, donata da Bruno a Tycho Brahe, mi consentì la scoperta di una firma autografa del filosofo fino ad allora sconosciuta”.

- A questo punto maturò il progetto di portare a termine tutte le traduzioni dal latino non ancora disponibili. Videro così la luce nell'ordine, dal 2009 al 2017, “Il dio dei geometri”, la “Somma dei termini metafisici”, “Contro i matematici” e le “Epistole latine”.

“Il dio dei geometri” raccoglie la traduzione completa dei dialoghi realizzati da Bruno durante la tempestosa querelle parigina con il geometra salernitano Fabrizio Mordente, ricostruendo gli antefatti che determinarono la sua precipitosa fuga dalla capitale francese alla volta della Germania”.

- Le indagini sul periodo tedesco, preparatorie alla traduzione della “Somma dei termini metafisici”, dettata da Bruno a Raphael Egli, nel castello di Elgg, tra le montagne zurighesi, la portarono alla sua scoperta più importante: i rapporti intrattenuti da Bruno con la confraternita dei Rosacroce.

"Si, il saggio introduttivo “Giordano Bruno in Svizzera tra alchimisti e Rosacroce” diventò subito un classico, che ha segnato una svolta negli studi bruniani, confermando e ampliando l’influenza del Nolano sugli ambienti esoterici e alchimistici fino ai giorni nostri”.

- Furono necessari quattro anni di lavoro per la traduzione successiva, quella dei "160 articuli adversus mathematicos", pubblicata nel 2014.

“In “Contro i matematici” ho esplorato e messo a fuoco uno degli aspetti principali del pensiero bruniano, forse il più affascinante e controverso: il rapporto tra scienza e magia”.

- L’ultimo suo cimento col latino durò tre anni e fu la traduzione delle epistole dedicatorie delle opere composte nella lingua dei dotti.

“Oltre a tradurle, nelle “Epistole latine” ho analizzato il contesto storico e ambientale in cui ognuna di esse fu composta. Ne viene fuori un’immagine inconsueta del filosofo, relativa a periodi della sua vita scarsamente analizzati dai biografi precedenti”.

- Negli intervalli del lavoro di traduzione escono dai torchi editoriali altri due libri, a cui è particolarmente legato. Quasi a voler alleggerire l’impegno a tratti ostico delle traduzioni, essi si rivolgono con un tono divulgativo agli appassionati, che, in numero sempre crescente, hanno iniziato a seguirla.

“Del 2012 è la mia intervista immaginaria a Giordano Bruno, “Io dirò la verità”, che analizza e chiarisce le fasi finali della vicenda processuale del filosofo. È Un libro che ha avuto una larga fortuna, testimoniata da una versione teatrale, da numerose imitazioni e.... qualche sfacciato plagio!”.

- Il secondo lo realizzò l’anno successivo per esaudire la richiesta di fornire un testo agile e didattico a coloro che si avvicinano per la prima volta alle opere del Nolano.

“Il profeta dell’universo infinito” ebbe un tale successo che lettori e studiosi di ogni paese si offrono di tradurlo nella loro lingua madre. Risultato: sette versioni in italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco e portoghese, che presto saranno disponibili anche in versione e-book”.

- Per coronare questo ventennio di studi intensi e faticosi, ma prodighi di soddisfazioni, non poteva esimersi dal lasciare un segno anche in questo 2020.

“Scintille d’infinito” è una piccola antologia degli aforismi di Bruno a me più cari, raccolti durante questi venti anni di lavoro, appuntati su post-it tra una traduzione e l’altra, dimenticati tra le pagine di un vocabolario o sul fondo di una valigia durante uno dei miei viaggi sulle tracce di questo straordinario personaggio”.

- Nell'introduzione racconta che questo prezioso breviario del pensiero bruniano voleva tenerlo per sé, come un intimo, personale livre de chevet.

“Esatto. Poi mi son detto che così facendo avrei tradito la missione costante del mio lavoro: far giungere il messaggio del filosofo al pubblico più vasto possibile. La spinta decisiva alla decisione di pubblicarlo è venuta dalla necessità di distinguere la genuina parola del filosofo dalle numerose false citazioni diffuse in maniera incontrollata attraverso il copia-incolla della rete ” . Per questo motivo lo ritengo un testo ideale per insegnanti, studenti e per tutti coloro che cominciano ad avvicinarsi alla “Nolana filosofia”.

- C’è qualcuno in particolare che desidera ringraziare?

“Un grazie dal profondo del cuore va alle persone che mi hanno sostenuto con passione e disinteressato entusiasmo. A cominciare da Sante Di Renzo, il mio editore storico, che ha creduto fin dall'inizio in questo progetto, in apparenza così lontano dalla sua linea editoriale. Il mio pensiero va poi a tutti coloro che in questi anni mi hanno seguito nei successi e incitato a non arrendermi nei momenti difficili. Al popolo dei social , che mi ha accordato la sua fiducia, ad onta del bombardamento ingannevole delle false citazioni e
dell’indifferenza degli accademici, feriti nell'orgoglio e... nel portafoglio”.

- Il suo rapporto con gli accademici non è mai stato idilliaco.

“Continuano a non rendersi conto che oggi i lettori sono più interessati alla verità che alle inutili baruffe filologiche. La loro meschina vendetta consiste nell'escludere questi undici libri (che in segreto consultano e copiano continuamente) dalle note e dalle bibliografie dei loro testi pedanteschi. Poco male.”.

- Oltre ai libri, non possiamo dimenticare le decine di articoli e saggi da lei pubblicati. Grazie, professore, per tutto quanto ci ha dato in questi venti anni.

“Non è nel mio carattere adagiarmi sugli allori. La sosta forzata mi ha dato l’occasione per questo consuntivo, ma adesso... guardiamo avanti!”.



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Giuseppe Barbato
Responsabile pubblicazioni - The Giordano Bruno Society
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