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Il vento aiuta l’ambiente: la nuova frontiera delle energie rinnovabili

L'Italia rischia di perdere il treno dell'eolico.

13/05/08 - L’energia eolica, una risorsa ben presente in natura, infatti tedeschi e americani hanno il primato mondiale di produzione da questa fonte. Eppure le resistenze in Italia sono ancora molto forti.
Abbiamo sentito l’opinione di Luca Pantieri, presidente di Fase Engineering srl: “L’Italia è il paese del sole e in alcune zone del vento, stiamo perdendo una grossa occasione di sviluppo perché non sfruttare queste fonti significa investire in nuove centrali, non necessariamente “pulite”.
Un treno che l’Italia rischia di perdere anche a causa di rigidità tecniche e normative spesso immotivate: “a livello di impatto ambientale infatti esiste poca differenza tra un traliccio della corrente elettrica e una pala eolica, per non parlare del fatto che il sistema dei Certificati Verdi è ancora molto meno incentivante rispetto al Conto Energia riservato al fotovoltaico, anche se recenti proposte di legge prevedono di abbassare il limite attuale dei 25.000 kWh annui a 1000, aprendo le porte anche al minieolico e all’utenza residenziale”.
La maggior parte degli impianti inoltre sono concentrati in quattro regioni del Sud “ma il Centro-Nord Italia ha delle notevoli potenzialità, basterebbe individuare campi più piccoli. Il punto è che passa ancora troppo tempo dalla richiesta iniziale all’apertura del cantiere e la maggior parte delle volte l’autorizzazione finale è negata”.
Una situazione che blocca le possibilità di sviluppo di un intero settore: “la crescita a livello mondiale è del 30-40% annuo e il settore delle energie rinnovabili rimane uno dei pochi in crescita effettiva”, conclude Pantieri.
Anche l’Italia nel corso degli anni ha approvato una serie di leggi atte a favorire lo sviluppo di fonti rinnovabili sul territorio nazionale.
Analizzando bene i vari aspetti che la normativa ha introdotto si capisce quanto questa abbia incentivato soprattutto la costruzione di impianti di grandi dimensioni.
Diverse sono le regioni dove sono stati installati impianti per la produzione di energia elettrica utilizzando aerogeneratori con potenza nominale superiore agli 850 kW ciascuno.
Impianti di piccole dimensioni come per esempio mini applicazioni eoliche per utenze domestiche non hanno destato fino ad ora alcun interesse poiché prima dell’applicazione della Deliberazione n. 28/06 dell’Autorità dell’Energia 10 febbraio 2006 non era possibile immettere in rete energia elettrica prodotta de fonte eolica.
Oggi, con l’ulteriore applicazione del Decreto Ministeriale del 2 maggio 2006, che prevede l’abbassamento della taglia del Certificato Verde a 50000 kWh, si concede la possibilità di accedere alla qualifica IAFR anche a piccoli impianti rurali, di conseguenza si è venuta a creare una situazione economicamente molto interessante che riguarda tutti gli impianti eolici con potenza inferiore ai 50 kW.
Queste ultime due norme non ancora assimilate appieno dal contesto sociale, stanno dando luogo allo sviluppo di una sensibilità popolare sempre crescente nei confronti di questa tecnologia.


Alessandra Catania
Ufficio Stampa
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TESTO PUBBLICATO DA
Alessandra Catania
di Fase Engineering

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