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Maxibba Communication pronta a lanciare Spot Plus anche nella GDO

Dopo un anno di attività, l'innovativo circuito di comunicazione pubblicitaria sta per fare il suo ingresso anche nel mondo degli strumenti advertising utilizzati dalla Grande Distribuzione.

17/07/08 - Un circuito, un vero e proprio network di comunicazione che - grazie ad Internet – trasmette pubblicità in tutti gli esercizi commerciali italiani, dal bar sotto casa alla grande banca o società di servizi. L’idea appartiene alla società torinese Maxibba Communication (50 dipendenti e un fatturato di 500mila euro nel corso del 2007) che l’ha brevettata, lanciandola poi sul mercato con il marchio «Spot Plus» nel settembre scorso.
Dal settore abbigliamento a quello della finanza, dal tempo libero ai trasporti, passando per l’elettronica, l’edilizia, i servizi, gli enti pubblici, sono oltre un migliaio i clienti appartenenti alle più svariate aree commerciali che hanno scelto di puntare su questa forma innovativa di pubblicità.
Ma come si fa ad entrare nel circuito Spot Plus? «È piuttosto semplice», spiega Massimo, in arte «Max» Ibba 37enne presidente della società da lui fondata l’anno scorso insieme con l’amico di sempre, il 40enne amministratore delegato, Andrea Allasia. Dice, dunque, Ibba: «La nostra società assegna ai clienti appositi monitor Lcd e un decoder supportati da linee Adsl fornite da nostri partner. Il palinsesto è composto da 86.400 secondi giornalieri riempiti con spot di altissima qualità ed è suddiviso in 20 classi che racchiudono diversi settori merceologici. Il network – prosegue Ibba – è in grado di raggiungere quotidianamente 25 milioni di individui nel momento dell’acquisto. Stiamo parlando di una cifra vicina al 46 per cento dell’ascolto televisivo e che supera il 55 per cento nel target compreso tra i 15 e i 64 anni, il più importante per tutto il settore pubblicitario. Un approccio, del resto, molto più efficace rispetto a quello televisivo». Perché, scusi? «Perché in questo modo - risponde Ibba – gli spot trovano la loro collocazione strategica ideale, che noi chiamiamo appunto «inshop», cioè dentro il negozio. In altre parole la comunicazione raggiunge il consumatore esattamente nei momenti e nei luoghi in cui è impegnato ad acquistare. Per la prima volta lo spot non è più visto e vissuto dal consumatore come una fastidiosa interruzione, bensì come un suggerimento che giunge nel momento più opportuno». Cosa cambia, però, rispetto al singolo monitor che ogni esercente può piazzarsi da solo utilizzando un dvd «fatto in casa»? «Cambia, naturalmente, il numero di persone che vedranno quello spot. Abbiamo anche studiato alcune formule particolari che consentono di avere delle rendite garantite mensili per chi acquista e installa i nostri monitor. C’è, poi, la possibilità di una trasmissione “mirata” per chi, ad esempio, ha aperto un ristorante di classe e intende pubblicizzarlo presso gli esercizi di un certo quartiere della città. Senza trascurare tutto il discorso relativo alla produzione del messaggio pubblicitario. Una produzione professionale, personalizzata, affidata ad una nostra società partecipata, la Media Event».
Il meccanismo, dunque, sembra funzionare. Ma quali sono le strategie future della Maxibba Communication? «Sempre più Internet – ragiona ancora il presidente della società torinese – visto che le analisi di mercato confermano come anche in Italia la rete pare destinata a beneficiare degli incrementi più consistenti in termini di investimenti pubblicitari. Ma, va da sé, intendiamo anche focalizzarci sullo sviluppo di una rete commerciale presente capillarmente su tutto il territorio nazionale, una rete che si regge su 1200 agenti monomandatari ai quali viene affidata la vendita del nostro prodotto. Agenti che vengono periodicamente formati attraverso il programma di crescita personale che ho chiamato Maxima University».
E qui fa capolino l’altra faccia di Ibba, quella di chi ha messo a frutto la sua laurea in psicologia per divenire un trainer nell’ambito dello sviluppo delle risorse umane. Un trainer il cui lavoro, giura lui, viene richiesto anche da personaggi del mondo dello spettacolo, atleti, top manager. «Nomi non ne faccio nemmeno sotto tortura», dice Ibba. E comunque, star della tv o agenti di commercio, la mission è sempre e soltanto una: formare e motivare. «Per anni – dice Ibba – ho cercato di scoprire che cosa determina il successo degli individui. Ho lavorato duramente studiando ogni categoria di persone: dai politici agli insegnanti, dai genitori agli sportivi, dai bambini ai professionisti. Ho raccolto e sintetizzato strumenti e metodologie che favoriscono il rafforzamento delle capacità personali e che aiutano a conseguire quegli obiettivi fondamentali per la vita di ciascuno di noi». Poi, il presidente gioca d’anticipo su eventuali critiche e scetticismi: «So di essere un manager piuttosto “chiacchierato”, nel senso che in molti mi attaccano definendomi uno capace di fare, come si dice, molto fumo e poco arrosto. Peccato, però, che i numeri e i risultati siano tutti dalla mia parte».
Ecco, appunto, i risultati. Maxibba Communication sta lavorando da tempo con alcuni grossi marchi della grande distribuzione. L’obiettivo? Portare il circuito di comunicazione «Spot Plus» all’interno degli spazi comuni dei condomini. Un modo, insomma, per superare definitivamente l’era del volantino con gli sconti che finisce per intasare la buca delle lettere. «Sì è vero – conferma Ibba – ci stiamo lavorando. Conto di poter dare al più presto annunciare di aver siglato un accordo».

TESTO PUBBLICATO DA
Ufficio Relazioni Esterne
di Maxibba Communication


(Fonte notizia: Maxibba Communication)
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