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'La musica... si vede'! ed è subito polemica

Produttori discografici monopolizzano i talent show e lanciano un messaggio: per fare carriera nella musica serve una immagine forte, anche a scapito della bravura. Ma sarà quello che vuole veramente il pubblico?

02/10/09 - Anni fa, la musica si "sentiva": dalla cassettina degli anni 80 al lettore mp3, dalle casse agli auricolari, in autobus per isolarsi dal rumore urbano, o durante una salutare corsetta, o piangendo in un letto pensando all'amore perduto, o semplicemente stesi sul divano a cancellare i pensieri ed abbandonarsi ad un raro relax, la funzione "comunicativa" della musica è sempre stata pienamente assolta solo da uno stupendo mix di suoni strumentali e voce capace di toccare le corde più intime dell'anima.

Da qualche giorno invece, il mondo discografico sta tentando insistentemente di far passare un messaggio secondo il quale per farsi strada nel mondo della musica è fondamentale una "immagine" forte, e l'Italia non ha avuto un forte progresso in campo musicale perché gli artisti non sono in grado di organizzare veri e propri "show" come fanno i colleghi stranieri.

Tentativo di ritornare al culto dell'immagine dell'artista, anche a scapito dei contenuti, o sperimentazioni del mondo discografico per combattere la pirateria da scambio mp3?

A fare attentamente i conti, l'idea potrebbe essere molto redditizia: visto e considerato che il file sharing ha ridotto al minimo gli introiti provenienti dalla vendita dei dischi, le major potrebbero aver deciso di prestare maggiore attenzione al mercato dei "live shows", che per sua natura non è suscettibile di contraffazione e scambio, "liberalizzando" di fatto dai diritti d'autore la circolazione e lo scambio della musica.

In questa ottica, in effetti, potrebbero persino giustificarsi le espressioni usate recentemente in tv da alcuni dei più famosi produttori e talent scout italiani.

Curiosamente, infatti, prima il produttore Charlie Rapino ad "Amici" (Mediaset), poi Claudio Cecchetto in "X-Factor" (RAI) e subito dopo persino un servizio del TG2 sulla carriera dei "Pooh" hanno usato le stesse parole, identiche, inquietanti e in un certo senso sovversive, con il rischio di farle quasi diventare un tormentone trasversale alle reti: "Ormai la musica si vede".

Lo sappiamo bene che lo show business è fatto anche di immagine, ma in un momento in cui fra il pubblico spopolano grandi talenti ritenuti pregiudizievolmente inadatti al mondo dello spettacolo come Susan Boyle, Paul Potts o più recentemente la italianissima concorrente di X-Factor Chiara Ranieri, ci sembra piuttosto inadeguato e oltretutto diseducativo per i giovani che vogliono intraprendere questa carriera, il tentativo di far passare l'idea che l'immagine di un cantante sia assoltamente preponderante rispetto alla sua voce: sempre che, chi ascolta, non sia davvero... sordo.

PUBBLICATO DA
Luca De Florio
Responsabile pubblicazioni
di Luca De Florio


(Fonte notizia: Chiara Ranieri Official Fans Club)
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