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Boom del rame! nuovo titolo raccomandato - target elevati
la settimana appena trascorsa ha visto ancora una volta un deciso recupero delle quotazioni dei principali indici azionari mondiali. Nel solo ultimo mese più di metà delle perdite segnate dai mercati nel corso della recente crisi finanziaria sono già state recuperate e l'indice S&P500 ha superato nuovamente quota 1400, attestandosi a 1407,49.
06/05/08 -
Dai minimi di marzo, in meno di due mesi, i mercati azionari americani hanno evidenziato un progresso tra il 10% e il 13%, mentre la borsa di Tokio e la borsa cinese segnano un recupero record di +20%, portando ottimi benefici alle quotazioni dei nostri ETF contenuti nel portafoglio ETF Italia, attualmente composto da 16 titoli quotati a Milano e diversificati su tutto il mondo. Si tratta di guadagni che avevamo previsto e annunciato in tutti i precedenti report degli ultimi due-tre mesi. Più volte abbiamo sostenuto che bisognava rimanere investiti. Nel report di martedì 29 gennaio 2008, in piena crisi dei mercati avevamo posto alcune considerazioni che ci rendevano ottimisti sul futuro e che oggi si rivelano pienamente centrate : http://www.strategyinvestor.com/r/20080129.html Come è sempre accaduto nel passato nelle fasi di post-correzione, i più forti guadagni sono avvenuti come in questo caso in tempi molto ristretti e immediatamente successivi ai maggiori ribassi. Chi ha venduto in marzo, sulla scia dei timori di ulteriori perdite, o condizionato dalla confusione creata dai media, con il proposito di rientrare in tempi migliori, non solo ha consolidato una severa perdita, ma ha anche perso il successivo 10-20% di recupero, aggravando ulteriormente la situazione.
Nel report di martedì 29 gennaio 2008, in piena crisi dei mercati avevamo posto alcune considerazioni che ci rendevano ottimisti sul futuro e che oggi si rivelano pienamente centrate : http://www.strategyinvestor.com/r/20080129.html Come è sempre accaduto nel passato nelle fasi di post-correzione, i più forti guadagni sono avvenuti come in questo caso in tempi molto ristretti e immediatamente successivi ai maggiori ribassi. Chi ha venduto in marzo, sulla scia dei timori di ulteriori perdite, o condizionato dalla confusione creata dai media, con il proposito di rientrare in tempi migliori, non solo ha consolidato una severa perdita, ma ha anche perso il successivo 10-20% di recupero, aggravando ulteriormente la situazione. Il market timing, ovvero la tecnica di entrare e uscire dal mercato tentando di anticiparne gli andamenti futuri non ha mai premiato ed è estremamente difficile da realizzare. I più grandi analisti internazionali sono concordi su questo. Peter Lynch, vice presidente della Fidelity Management & Research Company, nonché membro del Collegio Fiduciario dei Fondi Fidelity ha spesso discusso su questo argomento. Sotto la sua guida, il fondo "Magellan Fund" è stato il fondo d’investimento più performante dal maggio del 1977 al maggio 1990. Come gestore del fondo Magellan, Peter Lynch ha raccolto la fiducia di oltre un milione di azionisti e il patrimonio in gestione è cresciuto da 20 milioni a oltre 14 miliardi di dollari. In una intervista sul market timing ha dichiarato:
Il mercato sale e scende. E’ un dato di fatto. Tuttavia rimango sempre stupito dalla quantità di investitori che non sono preparati ad affrontare questo tipo di situazioni. Ci sono statistiche che uso regolarmente e che riguardano la volatilità dei mercati. Sono obbligato ad aggiornarle con puntualità ad ogni calo della Borsa. Nei miei 32 anni di carriera il mercato ha subito crolli per ben 15 volte con flessioni del 10% ed oltre. Ma è pur vero che, nello stesso arco di tempo, il mercato ha vissuto anche 15 periodi di crescita. Il mio consiglio è "mantenere la rotta". E’ quello che ho sempre fatto anch’io. Ogni volta che il mercato crolla, e noi sappiamo che lo farà ancora, molti investitori si fanno prendere dal panico e deviano dal loro piano di investimenti. Ad esempio, il calo di oltre il 15% da luglio a ottobre 1998 ha spaventato molta gente che, nell’aprire il proprio estratto conto, non è stata molto felice nel constatare le perdite subite. Ma se, invece di disinvestire, queste persone avessero tenuto in considerazione i naturali rischi associati al mercato, non avrebbero reagito così drasticamente. Mantenendo la rotta e conservando i loro titoli ne avrebbero raccolto successivamente i frutti. Chi lo ha fatto, nell’autunno del 1998 è stato ricompensato con un guadagno sul mercato del 50% nei successivi 8 mesi. Chi invece ha abbandonato il proprio piano di investimenti a lungo termine non ha ottenuto probabilmente gli stessi risultati.
Utili aziendali in crescita e sopra le stime
Gli abbonati che ci seguono da più tempo avranno sicuramente letto le nostre analisi degli ultimi mesi sulle valutazioni degli indicatori e dei fondamentali dei mercati azionari. Tutte le cosiderazioni ci portavano a ritenere che le quotazioni fossero sottovalutate e che questa enorme volatilità dell'ultimo periodo non rispecchiava correttamente le quotazioni sottostanti. Lo stesso Warren Buffet, nel corso della ultima assemblea della sua Berkshire Hathaway che si è tenuta ad Omaha questo ultimo weekend, ha criticato apertamente il forte ed eccessivo utilizzo di strumenti derivati che amplificano ed esasperano senza senso le oscillazioni dei mercati e che sono stati una delle maggiori cause della recente crisi finanziaria mondiale. Torniamo quindi a concentrarci sui fondamentali e sui numeri che ancora oggi, nonostante i forti recuperi, ci indicano che i mercati non sono cari e presentano ottime opportunità di investimento. A ieri, già il 76% delle 500 maggiori aziende Usa che compongono l'indice S&P500 ha riportato i dati relativi al primo trimestre 2008. Su 379 aziende, ben 235 hanno battuto le stime degli analisti, 97 hanno deluso le aspettative e 47 sono state in linea con le attese. Il rapporto tra sorprese positive e negative è pari a 2,4 volte, un livello ancora elevato e solo leggermente inferiore a quello registrato nel corso degli anni precedenti. Il primo trimestre 2008 mostra complessivamente un aumento degli utili di +7,48% e le stime per il 2008 parlano ora di un +9,64% per tutto l'anno in corso. Un livello di crescita decoroso e lontano dagli allarmi lanciati ad arte dalle cassandre dei mercati che paventavano una grave recessione negli Stati Uniti. Dai dati fino ad ora conosciuti, sembra invece che la crescita stia proseguendo, alimentata da un dollaro competitivo e da una rigida politica di controllo dei costi da parte delle aziende.
Parlando di multipli, il price earning dell'indice S&P500 è pari a 15,3 volte gli utili stimati per il 2008 e 13,1 volte quelli per il 2009, livelli sicuramente non elevati rapportati alle medie storiche lunghe. Calcolando la redditività delle azioni, (indicatore inverso del price earning) otteniamo un rendimento pari a 6,87%, un livello quasi doppio rispetto al 3,86% dei titoli di stato decennali. In sintesi le azioni sono oggi molto più competitive e convenienti rispetto ai titoli obbligazionari, che appaiono invece sopravvalutati. Commentando questi risultati, Dirk Van Dijk, analista di Zacks ha dichiarato: "La comparazione tra il rendimento dell'indice S&P500 e i titoli obbligazionari a 10 anni mostrano a mio avviso una forte sopravvalutazione delle obbligazioni rispetto alle azioni, spinte in una fase di bolla dal massiccio afflusso di capitali che hanno ricercato il "fly to quality".
Continuiamo a raccomandare ai nostri abbonati di mantenere per i propri investimenti una precisa strategia disciplinata, operativa e paziente. Seguendo come facciamo noi le orme e le indicazioni dei maggiori analisti finanziari internazionali si possono ottenere risultati che sono potenzialmente molto elevati. Pensiamo solamente che 10.000 dollari investiti nel 1954, alla partenza nel fondo Templeton Growth Fund, fondato e gestito per anni dallo stesso John Templeton, ha portato al 30 aprile 2008 un valore pari a 8,025,309 dollari, con un guadagno annuo composto pari a +13,49% per oltre 53 anni consecutivi. Ricordiamo che con rendimenti di questo livello, ogni dieci anni il proprio capitale si moltiplica per 3,54 volte e in 20 anni per 12,56 volte. Molti dei titoli presenti oggi nel fondo fanno parte del nostro modello Top Analisti, che dovrebbe continuare nel futuro ad allinearsi e superare le performance composite dei singoli analisti. Negli ultimi 3 anni il modello, composto da 96 titoli selezionati tra i più raccomandati dagli analisti Top Performer, ha evidenziato un rendimento pari a +46,73%, oltre 2,4 volte in più rispetto al 19% registrato dall'indice S&P500. Ad un costo di 66 centesimi al giorno, e meno di un qualsiasi quotidiano, gli iscritti al secondo livello 19,99 euro mensili ricevono tutti i martedì i portafogli, i consigli e le raccomandazioni di un pannello tra i maggiori esperti internazionali, che negli ultimi 50 anni hanno già dimostrato le loro capacità di battere il mercato con qualsiasi andamento, accumulando e creando ricchezza per i loro clienti.
Microsoft - analisti concordi: STRONG BUY con obiettivo +106%
A questo proposito segnaliamo un dato importante. In questi giorni si sta parlando molto di Microsoft, e della sua decisione di abbandonare temporaneamente la sua conquista del motore di ricerca Yahoo, ritenuto troppo caro rispetto all'offerta effettuata. Negli ambienti finanziari si ritiene che la rinuncia non sia definitiva e questa potrebbe anche essere una strategia per portare Yahoo a trattative più ragionevoli. Microsoft è inserito da molto tempo nel nostro portafoglio Top Analisti e più volte abbiamo parlato di questa azienda nei nostri report del martedì. Da tempo gli analisti sono concordi sulle forti potenzialità di questa azienda e proprio Microsoft è il maggiore titolo presente nel fondo Templeton Growth Fund, con una percentuale pari al 2,8% dell'intero patrimonio. Murdo Murchsion, attuale gestore del fondo, ha acquistato ben 31,4 milioni di azioni di Microsoft, per un controvalore di oltre 900 milioni di dollari in un solo titolo. La fiducia su Microsoft da parte di Murchison è confermata da una sua analisi dello scorso anno: "Nei miei 14 anni alla Templeton non avrei mai potuto immaginare di trattare Microsoft come un titolo value. Un piccolo sguardo a Microsoft ci fa comprendere perchè questa società sia diventata una delle nostre posizioni TOP: questa società si compera agli stessi prezzi del 1998, nonostante che in questi anni Microsoft abbia quadruplicato le sue vendite, e che oggi stia evidenziando forti utili di bilancio. I soli utili netti registrati nel 2006, corrispondono all'intero fatturato del 1997. La società ha circa il 12% di contanti in cassa, anche dopo la distribuzione di un dividendo speciale da 33 miliardi di dollari nel solo 2006. E' vero, non tutti i business di Microsoft sono profittevoli, ma preferisco sicuramente pagare 15-16 volte gli utili per una delle prime società al mondo, piuttosto che per qualche sconosciuto titolo di alcuni paesi emergenti." Proprio ieri la società ha comunicato di aver pesantemente rafforzato la sua presenza in Cina con l'acquisto per 280 milioni di dollari di un nuovo centro di ricerca a Pechino, e questo centro diventerà per Microsoft il maggiore punto di sviluppo al di fuori degli Stati Uniti. La società si aspetta di crescere rapidamente e fortemente sull'enorme mercato cinese e ha pianificato il raddoppio degli addetti, passando a 3000 dipendenti già entro il 2010. Dopo la temporanea rinuncia a Yahoo, gli analisti hanno subito alzato nuovamente le stime e i target per la società. Goldman Sachs ha portato il prezzo obiettivo di breve termine a 38 dollari, con un ottimo potenziale pari a +31% dai livelli registrati ieri. John Buckingham, uno degli analisti da noi monitorati, pone un target a 3-5 anni pari a 60 dollari, con un potenziale pari a +106% dai livelli attuali. Il price earning per questa azienda totalmente priva di debiti è pari a 13,46 volte su stime di utili 2009 e offre un dividendo pari a 1,5% annuo. Non male per una delle maggiori aziende growth a livello mondiale che mostra l'incredibile performance di quasi +30.000% nel corso degli ultimi 22 anni. Il grafico evidenzia l'andamento di Microsoft (linea blu) contro l'indice S&P500 (linea rossa).
Microsoft è un deciso BUY e va acquistato in apertura di mercato Usa, in abbinamento al secondo titolo raccomandato oggi, di cui parleremo tra poco, e che va a completare la strategia operativa per il Top Analisti per la settimana in corso. Nessuna vendita è invece prevista per gli altri titoli del portafoglio che vanno tutti mantenuti fino a nostre ulteriori indicazioni. Comperare quindi Microsoft, quotato al Nasdaq con simbolo MSFT.
Titolo 2: La grande corsa di rame e oro - diversificare sulle materie prime
Una tendenza facile da prevedere per i prossimi anni è sicuramente il forte aumento della domanda mondiale di rame. Più volte ne abbiamo parlato in passato nelle nostre analisi. Nel report di martedì 30 ottobre 2007 scrivevamo:
"I titoli del rame sono una delle scommesse più importanti per partecipare in qualità di azionisti alla crescita globale."
Non possiamo che riconfermare fortemente quanto sostenuto: Brasile, Russia, India e Cina, ma anche tutti gli altri principali paesi sono e saranno nel prossimo futuro forti richiedenti di rame. Per le sue doti il rame è diffuso nell'impiantistica idrotermosanitaria, nella rubinetteria, nelle attrezzature per la nautica, nell'elettrotecnica e nell'elettronica, in lattoneria e in architettura, nella monetazione, nell'artigianato e nell'oggettistica, nei trasporti, in edilizia e in molti altri settori. Solo per rendersi conto dell'importanza di possedere una società che produca rame, basta citare alcuni degli usi più comuni che sono: Fili e cavi elettrici, avvolgimenti di elettromagneti, motori elettrici e relè elettromeccanici, tubature, maniglie, pomelli e altre finiture di arredamento, sculture (la Statua della Libertà, per esempio, contiene 81,3 tonnellate di rame), nelle macchine a vapore, parti di interruttori e collettori di corrente elettrica, valvole termoioniche, tubi a raggi catodici e i magnetron dei forni a microonde, guide d'onda per apparati radio e radar a microonde, in leghe per il conio di monete, in cucina, per fare padelle e altre pentole, buona parte delle posate da tavola (coltelli, forchette, cucchiai), l'argenteria Sterling, parte di ceramiche, e in forma di sali per colorare il vetro, strumenti musicali, soprattutto ottoni, negli ospedali come superficie batteriostatica, sulle parti esterne sommerse delle navi, in chimica, il verderame (solfato di rame(II)) si usa come fungicida in agricoltura e per depurare l'acqua, l'aggiunta di rame nell'acciaio, fino allo 0,6%, ne aumenta la resistenza alla corrosione atmosferica (fonte Wikipedia)
Il secondo titolo di oggi è proprio la maggiore azienda quotata a livello mondiale nel settore del rame. Il titolo di cui stiamo parlando nella sola seduta di ieri ha guadagnato oltre il 5%. La società capitalizza 44 miliardi di dollari e fa parte delle prime 500 società che compongono l'indice S&P500. L'azienda opera a livello globale con quasi 26.000 dipendenti , attraverso tre controllate che coprono le forniture di rame in tutti i continenti. Il maggiore asset della multinazionale è il principale giacimento mondiale di rame di tutto il mondo, scoperto nel 1988, e situato in una miniera di proprietà in Indonesia.
I fatturati sono aumentati in maniera costante nel corso degli ultimi 4 esercizi, come si evidenzia dalla tabella qui sotto:
PERIOD ENDING 31_Dec-07 31-Dec-06 31-Dec-05 31-Dec-04
Total Revenue 16,939,000 5,790,500 4,179,118 2,371,866
Cost of Revenue 9.773.000 2,764,683 1,646,435 1,665,363
Gross Profit 7.166.000 3,025,817 2,532,683 706,503
Nonostante il costante aumento delle vendite e degli utili in atto già da molto tempo, gli analisti ritengono che la corsa del rame sia destinata a proseguire con forza ancora per molti anni, sostenuta dalla fortissima domanda dei paesi emergenti. Per il 2008 si prevede fatturati ancora in aumento a 22,3 miliardi e per il 2009 a 23,07 miliardi. In sintesi il rame sta vivendo un boom della domanda ai massimi livelli degli ultimi anni. Al pari del petrolio nell'energia il rame viene ritenuto come uno dei metalli base per il sostegno dello sviluppo globale.
Come si evidenzia dal grafico 2001-2006, il rame è stato il mercato in assoluto ad avere performato di più, con un aumento di +198% .Secondo Mario Ricchio di Zacks, gli utili aziendali per questa società dovrebbero continuare a correre ad un tasso di +10% per ciascuno dei prossimi 3-5 anni. Con questo livello di crescita e sviluppo è facile ipotizzare importanti potenziali di guadagno per gli investitori.
Il price earning su utili 2008 è ancora molto contenuto ed è pari a 10,1 mentre si riduce ulteriormente a 8 su utili previsti per il 2009. Oltre al sensibile potenziale di aumento, la società distribuisce ai soci un dividendo annuo pari a circa 1,72%. Il titolo è un BUY e va acquistato oggi in apertura di mercato per posizionarsi su uno dei settori sul quale si prevede una crescita senza sosta, a causa sopratutto della forte domanda di Brasile, Russia, India e Cina. Comprare quindi in data di oggi il titolo quotato al Nyse.
"Se non capisci quello che fai, allora non farlo." Warren Buffet
Regola base: disciplina di investimento
Noi consideriamo lo stile "value classico" come un metodo disciplinato, conservativo e di buon senso. Investire "value" è a nostro avviso il modo migliore per approcciare il mercato nel lungo termine. (London Market Research Ltd)
TESTO PUBBLICATO DA
Paolo Crociato
di London Market Research Ltd
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