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Terra Madre, Torino 23-28 ottobre 2008: gli umili salveranno il mondo
La dott.sa Francesca Bigi, e il dott. Riccardo Cecatiello analizzano questo tema, oggetto in questi mesi del dibattito, scientifico e non, e si confrontano rispetto ad alcune prospettive geopolitiche, presentando il primo rapporto sul prossimo numero della rivista Gusti&Sapori.
15/05/08 -
Il prossimo ottobre contadini e altre figure dell’agroalimentare provenienti dai cinque continenti si incontreranno a Terra Madre. L’evento evento organizzato da Slow Food sarà denso di confronti, dibattiti, workshops, laboratori. In una Babele di lingue, i partecipanti di Terra Madre discuteranno il futuro dell’agroalimentare e ribadiranno il mantra di Slow Food del cibo “buono, pulito, giusto”. Benché assediati dall’agroindustria globale, che ha effetti letali sull’ambiente e sui lavoratori, i contadini che si incontreranno a Torino saranno tutt’altro che vinti e afflitti. E Petrini ne è convinto: “saranno loro a salvare il mondo”.
All’edizione 2006 di Terra Madre avevano partecipato 5000 contadini, pescatori e produttori artigianali dell’agroalimentare, 1000 cuochi e 400 fra docenti e rappresentanti di Università provenienti da 150 Paesi. Il prossimo ottobre il fiume carsico dei partecipanti di terra Madre si ingrosserà grazie alla partecipazione dello Youth Food Movement, composto da giovani studenti di campus americani, produttori e cuochi. Protagoniste di Terra madre sono le Comunità del Cibo costituite da tutte le figure e le professionalità della produzione di cibo di qualità, dai seed savers, contadini dettaglianti, fino ai cuochi, gastronomi, studenti e ricercatori. Dal bush australiano, dalle valli del Quebec, dalle cooperative del Messico. Le Comunità del Cibo sono le cellule della globalizzazione virtuosa proposta dallo Slow food-pensiero. Interpretando a modo loro il dogma ribelle “pensare globale, agire locale”, le Comunità del Cibo rilanciano le economie locali alimentari. Un modello alternativo all’agroindustria, che si ritrova nelle aree rurali della provincia di Cuneo, dal Brasile all’India. Sostiene infatti il padre di Slow food nella sua lectio magistralis all’Università di Palermo “Per buone ragioni, si parte dall’idea di un’economia locale alimentare. Limitare l’intermediazione significa innanzi tutto accorciare le filiera che un prodotto percorre dal campo alla tavola: è dunque necessario ripartire da un sano localismo per tutti quei tipi di alimenti che possono essere coltivati, allevati e trasformati in aree geografiche limitate.”
Terra Madre raccoglierà in un unico, variopinto dialogo queste esperienze. “Così” dice Petrini “i contadini si sentiranno meno soli”. Barbara Abdeni Massad, giornalista enogastronomica libanese, racconta l’esperienza confortante di Terra Madre: “Quando sono stata in Italia per Terra Madre mi sono lasciata alle spalle un Paese dilaniato dalla guerra. Sono partita abbattuta e con poca motivazione, ma l’incontro di Torino mi ha aiutata a ritrovare energia ed entusiasmo per il mio lavoro. In quel periodo ho ascoltato l’intervista alla sorella di un noto giornalista libanese ucciso, nella quale diceva che ciascuno di noi può fare qualcosa per il futuro del Libano. Questo è il mio modo di fare qualcosa per questo Paese.”
TESTO PUBBLICATO DA
Riccardo Cecatiello
di SoLv0
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