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La nuova legge regionale sui giovani dell'emilia romagna e' solo un manifesto e tanta burocrazia

“Il 22 luglio l’Assemblea Legislativa ha approvato il Progetto di Legge “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”.
A nostro avviso – ha dichiarato il Consigliere Regionale Gioenzo Renzi di AN-PDL - un provvedimento fortemente burocratico, dove la Regione definisce il sostegno delle politiche educative e del disagio giovanile esclusivamente attraverso un ulteriore programmazione pubblica, senza considerare che i primi due luoghi dove si affrontano queste tematiche sono prima di tutto la famiglia e la scuola, seguite dalle varie associazioni di volontariato, sportive ecc… , cioè della cosiddetta sussidiarietà orizzontale.

25/07/08 - Un manifesto di 50 articoli che in verità non aggiunge niente di nuovo rispetto agli interventi già previsti nei Piani di Zona, o nel Piano Socio Sanitario o dalle iniziative dell’Assessorato alla Cultura, Sport e Giovani.

Crediamo che in Italia come in Regione, il quadro normativo debba essere semplificato e reso più comprensibile, mentre con questa legge incredibilmente generica, ridondante, oltre che farcita di numerosi principi universali, si è fatto esattamente il contrario.

Sinceramente non capiamo perché non si è voluto migliorare e rendere più efficace l’esistente ed intervenire direttamente negli indirizzi o nella definizione dei vari Piani delle Politiche Socio Sanitarie rivolte agli Enti Locali, invece che creare questa sorta di doppione.
Basta, infatti, andare nel sito www.emiliaromagnasociale.it per constatare che la maggior parte degli interventi previsti nell’articolato sono già attuati, sono già realtà!

Purtroppo – aggiunge Renzi - non è con questo provvedimento e tanto meno con la propaganda del Partito Democratico, in cui si afferma che è stato approvato una legge per i bambini, gli adolescenti ed i giovani, che si risolve il problema dell’emergenza educativa e del disagio giovanile.

E anche sul fronte degli oratori, la verità è che non è cambiato assolutamente nulla e non c’è stata nessuna svolta culturale, in quanto è stato inserito solo un riferimento alla legge nazionale n.206 del 2003, perciò anche in questo caso è doveroso non cadere nella propaganda del centro sinistra.

Per tutte queste ragioni, perciò, - conclude Renzi - il nostro voto non poteva che essere contrario.”

TESTO PUBBLICATO DA
Elena Bagnoli
di Gruppo Assembleare AN-PDL Regione Emilia-Romagna

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