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A Cynthia Collu il Premio Berto Opera Prima 2009

Un riconoscimento anche agli altri quattro finalisti: Alberto Gentili, Pablo Rossi, Gabriele Pedullà e Giorgio Vasta

16/06/09 - Un Berto al femminile. Ad aggiudicarsi la XXI edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto opera prima, pari a euro 7500, è Cynthia Collu con il suo romanzo d’esordio Una bambina sbagliata, edito da Mondadori. Questo è il verdetto a cui è giunta la Giuria dei Letterati, composta da Giuseppe Lupo (presidente), Mario Baudino, Goffredo Buccini, Andrea Cortelessa, Paolo Fallai, Laura Lepri, Giorgio Pullini, Marcello Staglieno e Gaetano Tumiati, dopo aver esaminato 139 opere, candidate dalle sole case editrici, di cui la gran parte di autori donna (51%).
La vittoria è stata proclamata sabato 13 giugno nel corso della cerimonia ufficiale, condotta da Maria Pia Zorzi, che si è svolta a Mogliano Veneto (Vv) nella piazzetta del Teatro alla presenza di Michele Campanaro, commissario straordinario del Comune di Mogliano Veneto (Tv), Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, Franco Melidoni, vicesindaco del Comune di Ricadi (Vv), Francesco Taccone, assessore alla Politiche Giovanili del Comune di Ricadi (Vv), e dei giurati.
Una bambina sbagliata è un romanzo di formazione dove la protagonista Galathea Ligas, detta Thea, narra i primi ricordi legati alla sua infanzia, a un inverno mite e saturo di aromi penetranti, quando la madre e il padre, ad appena un anno di età, la lasciano ai nonni paterni in Sardegna, mentre loro restano a lavorare nel freddo milanese. E proprio dai nonni, quelli sardi paterni (il ferroviere socialista e la panettiera, bellissima e feroce) e quelli materni (poverissimi contadini del Sud), inizia il viaggio di Thea alla ricerca di un senso e di se stessa lungo una vita dura e dolorosa, segnata dal rifiuto della madre, dalla violenza alcolica e derelitta del padre e dagli anni trascorsi, insieme ai fratellini, per le vie di una Milano letterariamente inedita: quella della periferia di Quarto Oggiaro, proletaria e grigia, ma animata da figure di imprevedibile e profondissima umanità.
Nella motivazione al premio Laura Lepri scrive: “Franco Moretti, nel suo saggio dedicato al romanzo di formazione moderno, ricorda che i protagonisti del medesimo non si possono più identificare con la tribù, il gruppo, la famiglia dalla quale provengono; la stessa cosa capita, dunque, a questa bambina che spesso si ritrova silenziosa davanti alla televisione dei primi Caroselli o a scoprire la periferia di una Milano operaia. E' soprattutto il silenzio con la madre, che subisce rabbiosa la propria modesta esistenza, a connotare la sua crescita. Ma piano piano quella ragazzina della periferia si avvicina al centro di una città che brucia di passioni nuove, come la politica o il teatro. Thea sta cercando il proprio posto nel mondo; e sarà, significativamente, la morte del padre a farle ripercorrere tutte le tappe del suo cammino dalla periferia al centro, dalle generazioni precedenti alla conquista di se stessa. Romanzo scritto con intensità emotiva ma con buona misura stilistica, come se la scrittura dovesse arginare le troppe emozioni "femminili" circolanti, si segnala per la sua leggibilità e per la maturità, il controllo dello stile”.
Un riconoscimento, pari a euro 2000, è andato anche agli altri quattro finalisti: Alberto Gentili con Liberami amore (Garzanti), Pablo Rossi con L’ombra del poeta (Mursia), Gabriele Pedullà con Lo spagnolo senza sforzo (Einaudi) e Giorgio Vasta con Il tempo materiale (minimum fax).
Con questa scelta il Premio Letterario Giuseppe Berto regala ai lettori cinque storie tra guerra e amore per altrettante appassionate letture estive di qualità.
Si va, infatti, dalla raccolta di racconti che esplorano la lingua segreta degli amanti, dotata di una propria grammatica e di un proprio codice di gesti intimi e condivisi, che ben poco ha a che fare con le parole (Pedullà); alla storia di Amina, una donna afgana, nata in Germania, precipitata poi con la famiglia nel profondo Nord della Val Padana (Gentili); a quelle ambientate in un preciso contesto storico, nella Spagna degli anni 1936-’37 durante la prima parte della Guerra Civile (Rossi) o nella Palermo del 1978 dove i tre protagonisti sentono il vento di Roma nell’annus horribilis della storia repubblicana con sullo sfondo le Brigate Rosse e il sequestro Moro (Vasta).
Altra caratteristica del Berto 2009 è che i debuttanti sono tutti autori maturi. Essi, infatti, hanno un’età compresa tra i 36 e i 65 anni a conferma di una tendenza già in atto da alcuni anni, e cioè che molti attendono l’età matura per pubblicare la loro prima opera che magari giaceva da tempo nel cassetto.
Il Premio Berto opera prima, promosso dalle Città di Mogliano Veneto (Tv) e di Ricadi (Vv), si avvale anche del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oltre al rinnovato e partecipato sostegno delle Regioni Veneto e Calabria, e della Provincia di Treviso che ha inserito il Premio Berto Opera Prima nella pubblicazione RetEventi, rivolta a tutte le famiglie del territorio, per promuove le manifestazioni d’eccellenza della Marca Trevigiana.

PUBBLICATO DA
Laura Falcinelli
Esperta in comunicazione e media relation
di Laura Falcinelli

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