|
Tumore al seno: vincere la malattia. Cure all’avanguardia nella ASL di Frosinone
Un team multidisciplinare, competenze specialistiche e accesso alle cure
più innovative: la ASL di Frosinone, con la Breast Unit di Sora,
si presenta come una struttura in grado di offrire alle pazienti
un’assistenza completa che va dalla diagnosi alla cura.
La target therapy è oggi l’arma vincente nella lotta al tumore al seno.
La tipizzazione del tumore e la caratterizzazione genetica della paziente
permettono di curare anche forme molto aggressive,
come l’HER2 positiva, che rappresenta il 25-30 per cento di tutte le neoplasie
della mammella e che oggi può essere trattata efficacemente grazie
all’uso di trastuzumab, terapia mirata e innovativa,
indicata sia nelle fasi iniziali sia in quelle avanzate della malattia.
24/02/10 -
Nella provincia di Frosinone ogni anno 300 donne si ammalano di tumore al seno: circa i due terzi sono seguite dal personale qualificato e specializzato della Breast Unit di Sora, un team di esperti che segue la paziente a partire dalla diagnosi e per l’intero percorso terapeutico, fino all’intervento chirurgico, quando necessario. La ASL provinciale è infatti all’avanguardia nella diagnosi precoce, nell’organizzazione dell’assistenza e nella terapia. “Le pazienti che si rivolgono al nostro centro sono sempre più numerose, grazie all’accresciuta fiducia riposta nella struttura oncologica” – sottolinea Teresa Gamucci, Direttore U.O.C. Oncologia Medica ASL di Frosinone.
Sono già diversi anni che nella provincia è attivo lo screening per il tumore alla mammella con risultati eccellenti: sempre più donne arrivano precocemente alla diagnosi, aumentando le possibilità di guarire dal tumore. Merito anche dell’attività dell’unità specializzata che si avvale di competenze specialistiche in un’ottica multidisciplinare. La donna che si rivolge alla ASL di Frosinone può quindi contare su competenze plurispecialistiche dedicate: radiologia, anatomia patologica, chirurgia senologica, oncologia medica, radioterapia e supporto psicologico. “È un percorso diagnostico-terapeutico condiviso” – aggiunge Antonietta Costantini, Commissario Straordinario ASL di Frosinone – “reso possibile dal confronto e dell’interazione tra le diverse competenze”. Il servizio di oncologia medica nella provincia di Frosinone, che ha come sede principale il presidio ospedaliero di Sora e come sedi collegate gli ospedali di Frosinone, Cassino ed Anagni, segue complessivamente (sia in trattamento che in follow-up) circa 4.000 pazienti, con circa 300 nuovi casi diagnosticati. Nell’ospedale di Sora sono 2.500 le donne visitate ogni anno.
Negli ultimi anni l’incidenza del tumore al seno è aumentata. Fortunatamente però diagnosi precoce e terapie sempre più mirate hanno diminuito la mortalità.
Inoltre, grazie alla disponibilità di nuovi strumenti per la comprensione a livello molecolare dello sviluppo dei tumori e alla scoperta di nuovi farmaci, oggi possono essere curate anche forme di tumore al seno molto aggressive e ad insorgenza precoce, come l’HER2 positiva. A rivoluzionare la prognosi per le donne colpite da tumore HER2 positivo è stato l’avvento di trastuzumab, un anticorpo monoclonale di ultima generazione che colpisce in modo mirato le cellule tumorali che iperesprimono sulla loro superficie il recettore HER2. “Nelle pazienti che iperesprimono il gene HER2” – precisa Gamucci – “l'introduzione di trastuzumab ha migliorato notevolmente i tassi di risposta e di sopravvivenza nelle pazienti con malattia avanzata e, con il recente utilizzo in adiuvante, dopo l’intervento chirurgico, ha ridotto circa del 50 per cento il rischio di recidiva di malattia”.
La ASL di Frosinone è impegnata attivamente nella sperimentazione di nuovi farmaci a bersaglio molecolare. Negli ultimi anni le pazienti hanno potuto partecipare a protocolli di ricerca internazionali non disponibili in altri centri e di usufruire quindi di terapie innovative in grado di determinare una prognosi migliore. Sono protocolli clinici che consentono alle donne che vi partecipano di ricevere dei trattamenti specifici e mirati (target therapy) in associazione al trattamento chemioterapico standard. Solo i centri migliori partecipano a questi protocolli, e il Centro di Sora è uno di questi: un successo della sanità oncologica in Italia e un'opportunità di cura sempre più innovativa per le donne con tumore alla mammella. “Il protocollo Cleopatra, ad esempio” – dichiara Gamucci – “coinvolge soltanto otto centri in Italia: il centro di Sora è tra questi. È l’unico protocollo che consente l’associazione di due farmaci biologici per le donne affette da carcinoma mammario allo stadio avanzato e che presentino un'iperespressione della proteina HER2”. Nelle donne affette da carcinoma mammario metastatico, i trattamenti chemioterapici “standard”, usati da soli o in combinazione, consentono di prolungare la sopravvivenza e di avere un effetto palliativo sui sintomi. Il protocollo CLEOPATRA permette di aggiungere al trastuzumab, attualmente approvato per il trattamento della malattia metastatica in monoterapia o in combinazione con la chemioterapia, il pertuzumab, un altro anticorpo monoclonale che incrementa l’azione del trastuzumab determinando un blocco dei meccanismi biologici che portano alla iper-proliferazione cellulare.
La pluralità di competenze e conoscenze, l’interazione tra diverse professionalità, la definizione di un percorso diagnostico-terapeutico condiviso e l’accesso alle cure più innovative fanno della Breast Unit di Sora un centro di riferimento nella cura del tumore alla mammella a cui le donne si affidano per vincere la lotta alla malattia, e di cui si fidano. La fiducia è l’elemento fondamentale di “I trust you”, progetto sostenuto da Roche per supportare i clinici dei principali centri oncologici italiani che si impegnano costantemente a favore delle donne colpite da tumore al seno.
“Sconfiggere il cancro è una responsabilità comune” – afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. – “che deve vedere impegnati clinici, ricercatori, istituzioni e aziende. Roche sta cambiando il paradigma della terapia oncologica: i nostri farmaci innovativi rappresentano progressi importanti che aiutano i pazienti a vivere più a lungo, mantenendo la loro qualità di vita. Dal tumore oggi è sempre più possibile guarire. Il nostro impegno continua per offrire terapie più efficaci e sicure attraverso una maggiore personalizzazione dei trattamenti che tenga conto delle caratteristiche genetiche di gruppi di pazienti”.
PUBBLICATO DA
Daniele Pallozzi
Addetto stampa di Pro Format Comunicazione
|