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Rita Levi Montalcini: orgoglio italiano della neurobiologia

Oggi è il 30 Dicembre ed in questo giorno, nel 2012, a Roma, all’età di 103 anni moriva la neurobiologa Rita Levi Montalcini. Era nata nel 1909 a Torino. Si iscrisse alla scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi a vent’anni e si laureò nel 1936. Voleva continuare la sua carriera come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, ma a causa delle leggi razziali del regime fascista nel 1938, dovette emigrare in Belgio con Giuseppe Levi. Nonostante le difficoltà, continuò le sue ricerche in un laboratorio casalingo durante la Seconda Guerra Mondiale, che rese complicato trovare un luogo sicuro. Nel 1943, si rifugiò a Firenze e visse clandestinamente, lavorando anche come medico volontario per gli Alleati. La guerra finì nel 1945, e Rita tornò a Torino poco prima dell’invasione tedesca del Belgio, riprendendo i suoi studi in un laboratorio domestico. Successivamente ricevette un’offerta dal Dipartimento di Zoologia della Washington University a St. Louis, accettando poiché voleva continuare le sue ricerche iniziate a Torino. Vive negli Stati Uniti per oltre trent’anni, diventando professore di Neurobiologia fino al 1977. Le sue ricerche iniziarono negli anni 1938-1944 e si concentrarono sui meccanismi di formazione del sistema nervoso nei vertebrati. Nel 1951-1952, scoprì il fattore di crescita nervoso (NGF), importante per la crescita e differenziazione delle cellule nervose. Continuò a studiare l’NGF per circa trent’anni, e nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la Medicina, insieme a Stanley Cohen. Dal 1961 al 1969, diresse il Centro di Ricerche di Neurobiologia in Italia e continuò a lavorare come ricercatore e guest professor fino al 1989. Negli anni 2000, scoprì che l’NGF ha un’attività più ampia rispetto a quanto pensato inizialmente, coinvolgendo anche cellule nel sistema nervoso centrale e nel sistema immunitario. Tra il 1993 e il 1998, presiedette l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e divenne membro di importanti accademie scientifiche internazionali. Fu attiva in campagne sociali, come quella contro le mine anti-uomo, e fondò la Fondazione Levi Montalcini con la sorella Paola per supportare l’educazione di giovani donne africane.Il 22 gennaio 2008, ricevette una laurea honoris causa in biotecnologie industriali dall’Università di Milano Bicocca. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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