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Alexander Calder: la leggera mobilità della scultura

Il 22 Luglio del 1898, a Lawton, in Pennsylvania, U.S.A., nasceva Alexander Calder

Oggi è il 22 Luglio ed in questo giorno, nel 1898, a Lawton, in Pennsylvania, U.S.A., nasceva Alexander Calder, che è stato uno dei più innovativi scultori statunitensi del XX secolo, noto soprattutto per l’invenzione dei “mobiles”, sculture cinetiche sospese che si muovono con l’aria, e degli “stabiles”, sculture statiche monumentali. Proveniente da una famiglia di artisti (il nonno ed il padre erano scultori, la madre pittrice) Calder manifestò sin da piccolo un

a spiccata manualità. Dopo il diploma alla Lowell High School di San Francisco, studiò ingegneria meccanica allo Stevens Institute of Technology, laureandosi nel 1919. Tuttavia, insoddisfatto dai lavori tecnici, nel 1923 decise di diventare artista e si iscrisse all’”Art Students League di New York”. Nel 1926 si trasferì a Parigi dove creò il celebre “Circo Calder”, un circo in miniatura animato costruito con materiali di recupero. L’opera, che fondeva scultura, performance e teatro, divenne molto popolare tra l’avanguardia artistica parigina. Nel 1930 visitò lo studio di Piet Mondrian, esperienza che lo spinse verso l’astrattismo. Calder iniziò a realizzare sculture in movimento: i “mobiles”, definiti così da Marcel Duchamp, e gli “stabiles”, battezzati da Jean Arp. Sposò Louisa James nel 1931 e si stabilì nel Connecticut. Collaborò con artisti e coreografi come Martha Graham. Durante la Seconda guerra mondiale, a causa della scarsità di metalli, realizzò sculture in legno chiamate “Costellazioni”. Nel corso degli anni ’40 e ’50 ricevette importanti riconoscimenti e partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la “Biennale di Venezia” (1952), dove vinse il Primo Premio per la Scultura. Negli anni ’50 e ’60 si dedicò a grandi sculture pubbliche come:”125” per l’aeroporto JFK di New York (1957), “La Spirale” per l’UNESCO a Parigi (1958), “Trois disques” per l’Expo 1967 a Montréal, “El Sol Rojo” per le Olimpiadi di Città del Messico. In Italia, Calder è noto per “Teodelapio” (1962), la sua prima scultura monumentale stabile, realizzata per il “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, oggi simbolo della città. Nel 1976, poco dopo l’apertura di una retrospettiva al Whitney Museum, Calder morì improvvisamente. Dopo la morte gli fu assegnata la Medaglia presidenziale della libertà. Nel 1987 la famiglia fondò la “Calder Foundation” per tutelare e promuovere la sua opera. Calder ha lasciato un’impronta profonda nell’arte moderna, rivoluzionando la scultura e introducendo il movimento come elemento compositivo. Le sue opere sono oggi esposte nei più importanti musei e spazi pubblici del mondo. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer Art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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