Oggi è il 24 Luglio ed in questo giorno, nel 1860 ad Ivančice, in Moravia (Impero austro-ungarico), nasceva Alfons Maria Mucha, noto anche come Alphonse Mucha, uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau, celebre per il suo stile decorativo, elegante e simbolico. Fin da giovane mostrò talento per il disegno e si mantenne agli studi grazie alla sua attività di corista. Iniziò la sua carriera come pittore decorativo e scenografo, lavorando prima a Vienna, poi rientrando in Moravia dopo un incendio. Grazie al sostegno del conte Karl Khuen Belasi, decorò castelli e poté studiare all’Accademia di Monaco. Successivamente si trasferì a Parigi, dove frequentò l’Académie Julian e l’Académie Colarossi, entrando nel cuore del movimento Art Nouveau. Nel 1894 ottenne fama internazionale realizzando un celebre poster per l’opera “Gismonda” con Sarah Bernhardt, da cui nacque un contratto di sei anni. Negli anni successivi creò opere iconiche come “Le Quattro Stagioni” (1896), lavorò nella pubblicità e partecipò a numerose esposizioni. Partecipò all’”Esposizione Universale” del 1900, disegnando il padiglione della Bosnia e collaborando con la gioielleria Fouquet. Ricevette la Legion d’Onore e pubblicò due importanti raccolte di modelli decorativi: “Documents Décoratifs” (1901) e “Figures Décoratives” (1905). Dopo il matrimonio con Maria Chytilova, visse negli USA dal 1906 al 1910. Lì trovò un mecenate, Charles R. Crane, che finanziò la sua opera più ambiziosa: l’”Epopea Slava”, una serie di dipinti storici sul popolo slavo. Tornato a Praga, decorò edifici pubblici e, dopo l’indipendenza della Cecoslovacchia nel 1918, disegnò francobolli, banconote e documenti ufficiali per la nuova nazione. Nel 1921 gli fu allestita un’importante mostra personale al “Brooklyn Museum” di New York. Morì a Praga il 14 luglio 1939, dopo essere stato arrestato dalla Gestapo in seguito all’invasione nazista della Cecoslovacchia. È sepolto nel cimitero di Vyšehrad. Questa mia opera eseguita con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

