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Arcimboldo: quando frutta, fiori, pesci e libri fanno ritratti

Oggi è il 5 Aprile ed in questo giorno, nel 1527, a Milano nasceva Giuseppe Arcimboldo, che fu un pittore manierista, famoso per le sue “Teste Composte”, ritratti creati combinando oggetti come frutta, fiori, pesci e libri, in un gioco di trompe-l’œil che sublimava il ritratto stesso. Arcimboldo fu figlio d’arte (il padre Biagio era pittore accreditato presso la “Veneranda Fabbrica del Duomo”), ed apprese proprio nella bottega del padre i primi rudimenti professionali, iniziando la propria attività artistica nel 1549 con la creazione di cartoni che servirono per vetrate del Duomo di Milano, realizzate poi da Corrado Mochis, mastro vetraio di Colonia. In seguito lavorò come affreschista nel Duomo di Monza e creò i cartoni per un arazzo nella Cattedrale di Como. Nel 1592 fu invitato a Vienna come pittore di Corte dal principe (e futuro Imperatore) Massimiliano II d’Asburgo e da questo momento raggiunse presto fama internazionale. Alla Corte degli Asburgo Arcimboldo, per la sua creatività fu anche impiegato come organizzatore di mascherate, di giochi e cortei fantastici che allietavano la vita cortigiana. Presso il “Gabinetto Disegni e Stampe” della “Galleria degli Uffizi” di Firenze sono conservati 148 disegni di Arcimboldo che testimoniano il suo solido impegno come coreografo degli eventi ludici alla corte viennese. Le sue opere più celebri sono le allegorie delle Stagioni e degli Elementi, rappresentate attraverso ritratti compositi. Le “Teste Composte” combinano in modo bizzarro elementi naturali e artificiali, creando figure che simboleggiano concetti come le stagioni o gli elementi cosmologici. Dopo la morte di Massimiliano II d’Asburgo, Arcimboldo continuò a lavorare per il successore Rodolfo II, trasferendosi a Praga, dove godette di grande fama e onori. Tornò a Milano nel 1587, dove visse un ultimo periodo di grande successo e di molti impegni artistici. Morì nel 1593 per ritenzione urinaria acuta e calcolosi renale. La sua arte fu seguita da un lento declino della fama, che tuttavia riprese nel XX secolo grazie al movimento dei surrealisti, che trovarono nelle sue opere un’ispirazione per le loro inquietudini esistenziali. Arcimboldo è visto come un esponente del manierismo, esplorando il simbolismo, l’alchimia e l’arte enigmatica del suo tempo, con un’inquietudine che oggi appare come un’intrigante tensione tra il “mostruoso” e il meraviglioso. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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