Una figura inginocchiata, scolpita nel marmo Verde Alpi, tende le mani per accogliere un ramo d’ulivo in ottone. È “Calling for Peace”, l’opera ideata e realizzata dall’artista Francesco Barone con il contributo del designer Simone Roveda e presentata il 21 settembre 2026 nella sede UNESCO di Parigi, in occasione dell’evento internazionale omonimo organizzato nella Giornata internazionale della pace.
L’appuntamento si è svolto nella Sala I della sede UNESCO. La cornice ufficiale dell’evento, intitolato “Calling for Peace: Identity, Creativity and Intercultural Dialogue for Inclusive and Peaceful Societies”, ha posto al centro identità, creatività e dialogo interculturale, con iniziative dedicate all’inclusione, ai giovani e alla cultura della pace. Data, luogo e impostazione generale trovano conferma nel programma pubblico dell’UNESCO.
Nell’opera di Barone il marmo Verde Alpi richiama la memoria e il passato, mentre l’ottone, modellato attraverso il fuoco, rappresenta la possibilità di intervenire nel presente. La figura inginocchiata non viene concepita come immagine di sottomissione, ma come rappresentazione di un gesto di cura: accogliere il ramo d’ulivo e idealmente piantarlo affinché possa diventare un seme di pace.
«Quando è nato il progetto Calling for Peace, ho avvertito subito la responsabilità di raccontare la pace attraverso ciò che conosco meglio: la materia e il lavoro delle mie mani», spiega Francesco Barone. «Per me la pace non è un concetto astratto che riceviamo passivamente, ma una costruzione quotidiana. È nel gesto di accogliere e piantare quel ramo d’ulivo che risiede il senso della nostra responsabilità collettiva».
Nel corso dell’appuntamento parigino, Barone ha consegnato le statuette “Calling for Peace”, realizzate per l’occasione, a Claudio Andrea Gemme, Daniel Grieder, Marco Falcioni e Valeria Mangani. La consegna e i nominativi sono riportati nella documentazione fornita dall’ufficio stampa; non risultano invece, dalle fonti ufficiali UNESCO consultate, riconoscimenti attribuiti direttamente dall’Organizzazione. Per questa ragione è opportuno mantenere distinta la consegna delle opere dall’attività istituzionale dell’UNESCO.
La ricerca artistica di Francesco Barone nasce anche dalla lunga esperienza nella lavorazione dei metalli. Insieme al fratello Mauro è comproprietario di Barone Italia, realtà familiare nella quale la conoscenza artigianale della materia si è progressivamente intrecciata con il percorso creativo dell’artista. Il metallo, trasformato attraverso il fuoco, viene utilizzato per costruire forme organiche ispirate alla natura, comprese opere che richiamano piccoli alberi e bonsai.
Questo rapporto tra materia, memoria e costruzione della pace era già emerso nel progetto “Cerchi di Pace”, installazione di cinque metri ideata da Paola Albini e promossa dalla Fondazione Franco Albini e da Studio Albini Associati. Realizzata da Francesco Barone con l’intervento artistico di Marco Gallotta, l’opera riprende il Totem Olimpico progettato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner per i Giochi invernali di Cortina e rimasto allora irrealizzato. Dopo essere stata presentata alla Fabbrica del Vapore, l’installazione è stata trasferita al Politecnico di Milano.
Con “Calling for Peace”, Barone porta questa ricerca nella cornice internazionale dell’appuntamento parigino. Marmo e ottone diventano strumenti di una narrazione costruita intorno alla pace, affidando alla figura che accoglie il ramo d’ulivo un gesto semplice: non limitarsi a riceverlo, ma prendersene cura.




