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Class Action per la Dignità Digitale

“Mia Moglie”: Quando l’Abuso Sessuale Passa dalle Immagini

Una class action contro la violenza digitale

🗓️ Nell’agosto 2025, l’Italia è stata scossa dalla scoperta del gruppo Facebook “Mia Moglie”, una comunità pubblica con oltre 32.000 iscritti, dove uomini condividevano immagini intime — spesso non consensuali — delle proprie compagne, mogli o conoscenti. Le foto erano accompagnate da commenti sessualmente espliciti e denigratori. La reazione pubblica è stata immediata: più di mille denunce alla Polizia Postale, molte delle quali partite da Genova.

Questo non è un caso isolato. Un sito parallelo, Phica.eu, attivo da vent’anni, ha replicato lo stesso schema, coinvolgendo persino donne politiche e figure pubbliche. Il fenomeno evidenzia una cultura digitale tossica, alimentata da dinamiche di gruppo, algoritmi social e gravi lacune normative.

🔍 IBSA: Dare un nome all’abuso

Il termine “revenge porn” non basta più. Serve un linguaggio che riconosca la complessità e la gravità di ciò che accade. Parliamo di IBSA — Image-Based Sexual Abuse: ogni forma di abuso sessuale che avviene attraverso immagini, indipendentemente dal contenuto esplicito o dalla motivazione.

L’IBSA include:

  • Foto intime condivise senza consenso
  • Immagini non esplicite ma comunque private (es. donne che dormono, in costume)
  • Deepfake sessuali
  • Minacce di diffusione
  • Condivisione in gruppi per ottenere approvazione sociale

In Italia, la legge (art. 612-ter del Codice Penale) punisce solo la diffusione di materiale sessualmente esplicito. Ma l’IBSA ci ricorda che anche immagini non esplicite possono essere strumenti di violenza.

🖥️ Le piattaforme devono rispondere

Meta ha rimosso il gruppo “Mia Moglie” solo dopo l’esplosione mediatica, nonostante le segnalazioni precedenti. L’algoritmo di Facebook ne ha persino favorito la crescita. Su TikTok, ricerche sessualizzano le creator femminili e le piattaforme sanno intervenire, ma lo fanno solo quando conviene.

Nel Regno Unito, l’Online Safety Act obbliga le aziende tech a rimuovere proattivamente contenuti abusivi. È tempo che anche l’Italia si muova in questa direzione.

🤝 Un appello all’unità

A chi ha avuto il coraggio di denunciare, soprattutto alle prime donne che lo hanno fatto da Genova: non siete sole. Il vostro gesto è stato fondamentale. Vi chiediamo di aderire, di unirvi. Perché solo insieme possiamo cambiare le cose.

Io Arianna Pigini presidente dell’Abbraccio del Mediterraneo Ets e 1oo Donne per Tutte abbiamo lanciato un appello e una class action il 28 agosto alle ore 16:22. In soli sei giorni, abbiamo raccolto oltre mille adesioni e tante le associazioni di donne che stanno aderendo.

E ogni giorno arrivano nuove testimonianze, nuove voci, nuove ferite da ascoltare e accogliere.

🙏 Vogliamo ringraziare tutte e tutti per il coraggio, la fiducia e la forza che state dimostrando. Ogni adesione è un passo verso la giustizia.

📩 Come aderire

Se hai vissuto una situazione simile, se vuoi raccontare la tua esperienza, se vuoi unirti a questa battaglia di civiltà, scrivi a:

📧 100donnepertutte@gmail.com

Ogni messaggio sarà accolto con rispetto, ascolto e riservatezza. Nessuna è sola. Siamo qui. Siamo insieme.

🛠️ Cosa chiediamo

Per contrastare l’IBSA e la cultura dell’abuso servono interventi su più livelli:

  • 📜 Riforma normativa: estendere la tutela anche alle immagini non esplicitamente sessuali
  • 🧩 Responsabilizzazione delle piattaforme: seguire il modello britannico
  • 🧠 Educazione digitale e affettiva: promuovere modelli di socialità consapevoli
  • ❤️ Supporto alle vittime: rafforzare i centri antiviolenza

🔔 Conclusione

Non basta indignarsi. Serve una risposta collettiva, lucida e strutturata. Serve che ci uniamo, che ci ascoltiamo, che ci proteggiamo. Perché nessuna debba più sentirsi sola. Perché ogni immagine rubata, ogni parola violenta, ogni silenzio imposto trovi finalmente giustizia.

PARTECIPA PER TE E PER TUTTE

 

Ogni giorno la biografia di un artista che ha lasciato il segno, un modo per ricordarli nel giorno della loro nascita.
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