ARTE E CULTURA
Comunicato Stampa

La stagione 2022/ 23 del Bonci di Cesena

ERT, Emilia Romagna Teatro Fondazione, "Turn and face the strange"

FotoTurn and face the strange - la stagione 22/23 di ERT, Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Il direttore di ERT Valter Malosti ha presentato la stagione 2022/ 23 del Bonci di Cesena.

Sono intervenuti 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗼𝗿𝗶, Assessore alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia - Romagna, 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗩𝗲𝗿𝗼𝗻𝗮, Assessore ai Servizi Culturali ed Inclusione del Comune di Cesena e il Presidente di ERT 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶.
Con la partecipazione di Casadilego, del Quartetto di sassofoni del Conservatorio Bruno Maderna (Alessandro Stefanelli, Ambra Zotti, Giacomo Turci, Pierluigi Guidi) e interventi video dei protagonisti della Stagione.
Progetto sonoro live Paolo Spaccamonti (chitarre elettriche), Andrea Cauduro (chitarra baritona), Ramon Moro (tromba e flicorno).

All'interno della programmazione di ERT, che prevede 100 titoli in programma, in 11 spazi teatrali di 4 città della rete ERT a Modena, Bologna, Cesena e Vignola, con 25 in prima assoluta e 9 in prima nazionale, 23 produzioni esecutive, 23 co-produzioni italiane e 5 internazionali, è stata presentata mercoledì 21 Settembre da  Valter Malosti, direttore di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, la stagione del Teatro Bonci di Cesena, non con la semplice descrizione degli eventi,  ma con uno spettacolo nello spettacolo, con video dei protagonisti ed interventi musicali dal vivo degli artisti del Conservatorio Bruno Maderna.

Con una caratteristica per così dire generale: i progetti della nuova Stagione di ERT, uno dei sette Teatri Nazionali, sono legati in un’unica drammaturgia, un organismo poetico il cui cuore pulsante è la produzione, il palcoscenico, da cui si irradiano tutti i percorsi legati allo scambio, alla condivisione di pratiche e saperi con il territorio e con il panorama internazionale.

Il tutto a partire dal titolo della rassegna, "Turn and face the strange" e dal suo "genio ispiratore", David Bowie.

Ma seguiamo Malosti:

"So I turned myself to face me / così mi son voltato a guardare me stesso

But I’ve never caught a glimpse / ma neanche per un attimo ho colto

Of how the others must see the faker / come gli altri vedano l’impostore

I’m much too fast to take that test / cambio troppo in fretta per [sottopormi a] quel test

E qui parte il famosissimo refrain:
Ch-ch-ch-ch-Changes / C – c – c – c – Cambiamenti".

 Aggiunge il Direttore:

"Ma è anche interessante pensare a Mutamenti; Bowie era un grande appassionato di filosofie orientali e del Libro dei Mutamenti, come peraltro John Cage, che ha composto per il pianoforte la sua Music of Changes e ha messo il libro dell’ I Ching come variabile in una delle sue Europera.

E poi finalmente ecco il nostro: Turn and face the strange / Voltati e affronta l’ignoto

L’Ignoto. Ma anche l’Insolito. Lo Strano. L’Inatteso. L’Inconsueto. Io ho tradotto ignoto a istinto perché mi piaceva così. Concedetemi questa libertà.

Dopo che nel 1968 Valerie Solanas gli aveva sparato, Andy Warhol dichiarò: “Prima di essere colpito sospettavo che invece di vivere stessi solo guardando la tv. Da quando mi hanno sparato ne sono sicuro”. Cito da un magnifico libro del filosofo inglese Simon Critchley su Bowie: “Voltarsi a guardare sé stessi non significa trovarsi faccia a faccia con la propria autentica soggettività. Significa non vedere niente, neanche di sfuggita. Warhol è uno schermo cinematografico. Appendilo al muro, dietro non c’è nulla. Altri potranno considerarla falsità, ma Bowie è troppo veloce, come afferma con sincera arroganza, e ha già assunto nuove spoglie.

La verità di Bowie è inautentica, del tutto autoconsapevole e completamente artefatta. E tuttavia è giusta, stimmt si direbbe in tedesco, o ha le qualità per essere percepita come coerente, stimmig. L’ascoltiamo e diciamo sì”.

In silenzio, o talora gridando. Il suono della voce di Bowie produce in noi una risonanza, un’eco corporea. Ma la risonanza genera dissonanza. Un oggetto che risuona, ad esempio un bicchiere su un tavolo, fa sì che un altro oggetto cominci a vibrare, e improvvisamente il pavimento possa coprirsi di vetri rotti. La musica risuona e ci chiama a dissentire dal mondo, a vivere un dissensus communis, una socialità discordante dal senso comune. Attraverso la falsità, e a causa sua, percepiamo una verità che ci spinge oltre noi stessi, verso l’idea di un diverso modo di essere.

Il genio di Bowie ci permette di spezzare l’effimero legame che sembra connettere autenticità e verità. L’arte di Bowie contiene una verità, una verità emotiva, una verità udita, una verità esperita, una verità incarnata. Qualcosa che sentiamo attraverso il corpo e dentro di esso. Il tono musicale e vocale viene percepito attraverso il tono muscolare. La tensione musicale sale e scende nei muscoli del corpo, vibrando in onde progressive di piacere"

E, infine:

"Sì, piacere. La musica di Bowie mi ha fatto sentire vivo per la prima volta" (Valter Malosti).

Una stagione, dunque, sotto il segno dei cambiamenti, dell’inatteso, dell’ignoto, della scoperta su quello che siamo, un ritorno alle origine ed uno sguardo al futuro, perchè il compito del teatro è, da e per sempre, quello di porre domande.

 Un teatro segnato dalla trasversalità dei linguaggi di cui David Bowie è a pieno titolo ispiratore: non a caso tra le co-produzioni dell’anno un posto speciale va a "Lazarus" l’opera-rock di David Bowie scritta con Enda Walsh, con Manuel Agnelli, nella nuova regia di Malosti.

Tra  le proposte, ERT coproduce le opere di maestri della scena come i registi Romeo Castellucci (“Bros”), Massimo Popolizio (“Uno sguardo dal ponte”) e Roberto Andò (“Ferito a morte”).

Ospitati anche artisti internazionali, come “Familie Flöz”, la compagnia berlinese, e Lorena Nogal, performer del collettivo catalano “La Veronal”. Fra gli italiani, saranno presenti nomi quali Silvio Orlando, Emma Dante, Claudia Castellucci, Lella Costa, Flavia Mastrella e Antonio Rezza.

E  poi “Romeo e Giulietta” nell’allestimento di Michelangelo Campanale, una coproduzione col Teatro Excelsior di Bucarest.

Al centro del cartellone musicale tornano le grandi orchestre: dalla Filarmonica Arturo Toscanini con il grande pianista Ivo Pogorelich, ai giovani talenti de La Toscanini Next, oltre al rapporto privilegiato con gli artisti ed il direttore del Conservatorio Bruno Maderna e la Maderna Wind Orchestra in concerto.

Significativo anche “Voglio soltanto le ossa” dell’artista cesenate Giacomo Garaffoni, recente vincitore della Biennale College Teatro - Autori under 40 (2021-2022), che per la sua prima regia teatrale ricostruisce la storia di Cristina Golinucci, a 30 anni dalla scomparsa.

A questo calendario si aggiungerà la programmazione per le scuole e le famiglie.

 Un Bonci, dunque, al centro della programmazione nazionale e vero banco di prova della intera proposta culturale di ERT, come ha dichiarato, in sede di presentazione, Mauro Felicori,  assessore regionale alla cultura e paesaggio.

Gli artisti al Bonci di Cesena:

La Veronal / Silvio Orlando / Manuel Agnelli / Lella Costa / Massimo Popolizio / Romeo Castellucci / Emma Dante / Josef Nadj / Marco Foschi / Familie Flöz / Pockemon Crew / Valter Malosti / RezzaMastrella / Claudia Castellucci / Danilo Nigrelli / Serena Sinigaglia / Michela Lucenti / Balletto Civile / Filarmonica Arturo Toscanini / Kei-Lynn Wilson / Ivo Pogorelich / Raffaele La Capria / Roberto Andò / Michelangelo Campanale / Marco Manchisi / Irene Petris / Sentieri Selvaggi / Giacomo Garaffoni / Emanuele Trevi / Mario Brunello / Guido Barbieri / Orchestra Arcangelo Corelli / Lorena Nogal ⁄ Susanne Kennedy & Markus Selg

Apertura Sabato 1 Ottobre, ore 21 con Suor Angelica di GIACOMO PUCCINI
ORCHESTRA del CONSERVATORIO MADERNA

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