Oggi è il 26 Aprile ed in questo giorno, nel 1984, ad Hollywood, in Florida, U.S.A., moriva il grande Count Basie (pseudonimo di William Allen Basie), che è stato un celebre pianista, compositore e direttore d’orchestra jazz. Era nato nel 1904 a Red Bank, nel New Jersey, e cresciuto in una famiglia di musicisti, iniziò con la batteria ma presto passò al pianoforte, studiando anche con Fats Waller. Negli anni ’20 suonò in spettacoli vaudeville e, trasferitosi a Kansas City nel 1927, entrò in contatto con importanti orchestre jazz, tra cui quella di Bennie Moten. Dopo la morte di Moten nel 1935, Basie formò un proprio gruppo, i Barons of Rhythm, che divenne poi la Count Basie Orchestra. La sua big band divenne una delle più influenti dell’epoca swing, con successi come “One O’Clock Jump”, “Jumpin’ at the Woodside” e “Taxi War Dance”. Negli anni ’40 la band si esibì anche in film e raggiunse un’ampia popolarità mondiale. Nel 1950, a causa della crisi delle big band, Basie sciolse temporaneamente l’orchestra, per poi rifondarla nel 1952. Negli anni successivi fu punto di riferimento per il jazz orchestrale, lanciando nuovi talenti e collaborando con artisti come Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Tony Bennett e Joe Williams. Il suo stile combinava swing elegante, precisione ritmica e assoli brillanti. Vinse Grammy Awards, ricevette numerose nomination e pubblicò dischi celebri, tra cui “Basie”, “Basie at Birdland” e “Basie and Eckstine”. Negli anni ’70 registrò anche lavori più sperimentali, come l’album “Afrique”, che fu nominato ai Grammy Awards. Nel 1976 dovette interrompere la carriera per un attacco cardiaco e riprese l’attività negli anni 80, esibendosi a volte su una sedia a rotelle fino a poco prima della morte, avvenuta nel 1984 per cancro. Count Basie è considerato una figura chiave del jazz del Novecento, con una carriera che ha lasciato un’impronta duratura nella storia della musica. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

