Oggi è il 13 Maggio, ed in questo giorno, nel 1882, ad Argenteuil, in Francia, in una famiglia di artisti nasceva il grande pittore Georges Braque. Con la famiglia, nel 1890 si trasferisce a Le Havre, dove inizia il liceo ma presto abbandona gli studi per dedicarsi all’arte. Si iscrive all’Ecole Supérieure d’Art e prende anche lezioni di flauto. Nel 1899 lavora come apprendista pittore e decoratore e nel 1900, si trasferisce a Parigi per continuare il suo apprendistato. Dopo il servizio militare, Braque decide di dedicarsi completamente alla pittura. Si stabilisce a Montmartre nel 1902 e frequenta l’Académie Humbert, dove incontra Francis Picabia e Marie Laurencin, con cui ha una relazione platonica. Nel 1905, distrugge gran parte delle sue opere e si unisce a Léon Bonnat alla Scuola di Belle Arti, approfondendo lo studio degli impressionisti. Negli anni successivi, Braque si avvicina ai fauves, influenzato dall’arte di Henri Matisse, e sperimenta tecniche che gli permettono di utilizzare colori brillanti e libertà compositiva. Nel 1907, visita una retrospettiva di Paul Cézanne al Salon d’automne, dove incontra Picasso e inizia un’influenza reciproca. Braque abbandona il chiaroscuro e la prospettiva, semplificando la tavolozza e usando tonalità di bruno e verde, come mostrato in “Grand Nu”. Negli anni Dieci, la sua amicizia con Picasso porta alla nascita del cubismo analitico, caratterizzato da forme geometriche e oggetti spezzati, evidente in “Violon et Palette”. A partire dal 1911, Braque introduce segni riconoscibili nelle sue opere e nel 1912 sperimenta anche il collage, cercando una sintesi tra colori e forme. Oltre alle tecniche della pittura verranno utilizzate anche mascherine con numeri e lettere, collage cartacei e con oggetti reali. Nel 1912, realizza opere significative come “Natura morta con grappolo d’uva Sorgues” e “Fruttiera e bicchiere”. Nel 1914, viene chiamato alle armi e deve interrompere la collaborazione con Picasso. Dopo il servizio nella Prima Guerra Mondiale, riprende a lavorare in modo autonomo, sviluppando uno stile personale con superfici vivaci. Nel 1926, dipinge “Canefora” e nel 1929 “Tavolino”. Si sposta sulla costa normanna e inizia a rappresentare figure umane. Si dedica anche a lavori decorativi, inclusa la scultura della porta del tabernacolo della chiesa di Assy nel 1948.Tra il 1948 e il 1955, crea la serie degli “Ateliers”, dal 1952 al 1953 decorò il soffitto della sala etrusca del Museo del Louvre e dal 1955 al 1963 lavora agli “Uccelli”. Si dedica anche a lavori decorativi, inclusa la scultura della porta del tabernacolo della chiesa di Assy nel 1948. E’ stato riconosciuto come uno dei massimi pittori del XX° Secolo. Morì a Parigi nel 1963 e venne sepolto a Varengeville-sur-Mer, in Normandia. Questa mia opera a seppia è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

