Oggi è il 24 Giugno ed in questo giorno, nel 1866 a Livorno nasceva Giovanni Bartolena che è stato un pittore legato al solco della tradizione macchiaiola. Avviato alla pittura dallo zio Cesare, pittore di temi bellici, si formò all’Accademia di Belle Arti di Firenze seguendo i corsi di Giovanni Fattori, di cui subì profondamente l’influenza, insieme a quella di altri macchiaioli come Telemaco Signorini e Silvestro Lega. Espose per la prima volta nel 1892 a Torino, ma una personalità esuberante e l’amore per una vita agiata lo portarono a una produzione artistica discontinua. Dopo una crisi economica, si trasferì per breve tempo a Marsiglia dove lavorò come conduttore di tram, prima di tornare in Italia. A Livorno, Lucca e Firenze dipinse nature morte, paesaggi e soggetti ispirati alla vita quotidiana, con un tratto personale che univa la lezione macchiaiola a elementi espressionisti. Nel 1920 aderì al Gruppo Labronico, e nel 1925 ottenne successo con la sua prima mostra personale a Milano, apprezzata da Carlo Carrà. Partecipò poi a varie esposizioni importanti, tra cui la “Quadriennale di Roma” e la “Biennale di Venezia”, senza mai cedere a logiche commerciali. Definito “postmacchiaiolo”, Giovanni Bartolena restò fedele ad un’arte sincera, emotiva e autonoma, attenta alla natura e alla luce. Morì povero e solo nel 1942 a Firenze. A Livorno gli è stato dedicato un busto, opera dello scultore Giulio Guiggi.
Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa


