Oggi è il 10 Giugno ed in questo giorno, nel 1819, ad Omans, in Francia, nasceva il grande pittore Gustave Courbet (nome completo Jean Désiré Gustave Courbet) da una famiglia di agricoltori. Nonostante gli studi giuridici intrapresi su spinta dei genitori, nel 1839 si trasferì a Parigi e si dedicò alla pittura, studiando e copiando opere di maestri francesi, spagnoli e fiamminghi. Inizialmente ispirato dalla letteratura romantica, abbandonò presto questa direzione per dedicarsi alla rappresentazione della realtà quotidiana, influenzato anche da un viaggio nei Paesi Bassi dove scoprì Hals e Rembrandt. Nel 1848 assistette a un funerale che ispirò il celebre “Funerale a Ornans”, un’opera realista di grandi dimensioni che ritrae persone comuni e che suscitò un forte dibattito. Courbet diventò così un esponente del realismo, opponendosi al romanticismo. Altri suoi capolavori di questo periodo sono “Dopocena a Ornans”, “Gli spaccapietre”, “I contadini di Flagey”, “Le fanciulle”, “I lottatori” e “Le bagnanti”. Nel 1855 presentò “L’atelier del pittore”, un’allegoria della sua vita artistica. Intanto si avvicinò alla politica, abbracciando ideali anarchici, socialisti e democratici. Negli anni ’60 realizzò opere di carattere erotico come “L’origine du monde” e “Il Sonno”, che, pur non esposte pubblicamente, aumentarono la sua notorietà. Nel 1870 fondò la “Federazione degli Artisti” con altri grandi artisti dell’epoca. Rifiutò la “Legion d’Onore” concessagli da Napoleone III, rafforzando la sua immagine di oppositore del regime. Durante la “Comune di Parigi” (1871), venne incaricato della gestione dei musei parigini, ma dopo la caduta del governo rivoluzionario venne arrestato e condannato a sei mesi di prigione, accusato ingiustamente di aver distrutto la colonna Vendôme. Courbet morì il 31 dicembre 1877 in Svizzera, a causa di cirrosi epatica. È sepolto nel cimitero della sua città natale, Ornans. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa


