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Jacques Lipchitz: tra i principali esponenti della scultura cubista

Oggi è il 16 Maggio ed in questo giorno, nel 1973, a Capri (Napoli), moriva il grande scultore Jacques Lipchitz. Nato a nel 1891 a Druskininkai, in Lituania, è stato tra i principali esponenti mondiali della scultura cubista. Nato in una famiglia ebraica, iniziò studi di ingegneria in Russia, ma nel 1909 si trasferì a Parigi per studiare arte all’École des Beaux-Arts e all’”Académie Julian”. Iniziò con uno stile realista, ma presto si avvicinò alle avanguardie primitiviste e cubiste, entrando nel vivace ambiente artistico di Montmartre e Montparnasse, dove conobbe Picasso, Juan Gris e divenne amico di Modigliani, che lo ritrasse nel 1917. Partecipò a importanti esposizioni come il Salon d’Automne e tenne la sua prima personale nel 1920. Negli anni ’10 e ’20 le sue opere, come “La danzatrice” (1913) o “Suonatore di chitarra” (1922), mostrano un marcato linguaggio cubista. Verso la metà degli anni ’20 passò a forme più fluide e “sculture trasparenti”, sperimentando tecniche come la cera persa. In opere come “Donna con chitarra” (1927), si nota un passaggio a forme più naturali e dinamiche. Nel 1937 vinse una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi per la scultura “Prometeo”. Durante la Seconda guerra mondiale, fuggì dalla Francia occupata e si rifugiò negli Stati Uniti con l’aiuto di Varian Fry. Nel dopoguerra partecipò a progetti artistici importanti, tra cui la decorazione della cappella di Notre-Dame de Toute Grâce con artisti come Matisse e Chagall, e alle esposizioni “Documenta” (1959 e 1964). Partecipò anche alla mostra Sculture nella città di Spoleto nel 1962. Dal 1963 visse a Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove scolpiva direttamente marmo, pietra o granito. La sua arte si avvicinò a un realismo plastico monumentale. Nel 1969 presentò “Pace sulla Terra”, una grande scultura in bronzo a Los Angeles. Lipchitz morì a Capri nel 1973 e fu sepolto a Gerusalemme. Dopo la sua morte, la moglie Yulla Halberstadt completò la sua opera “Il nostro albero della vita”. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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