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Marlon Brando: icona del cinema mondiale

Oggi è il 3 Aprile ed in questo giorno, nel 1924, ad Omaha, nel Nebraska, U.S.A., nasceva il grande attore Marlon Brando, uno dei maggiori rappresentanti del “Metodo Stanislavsky” e dell’Actor’s Studio, che è stato un’icona del cinema americano negli anni ’50 grazie alla sua capacità di immergersi nei personaggi, esplorando profondamente le loro pulsioni psicologiche. Nato da una famiglia con difficoltà, Brando iniziò la sua carriera in modo atipico, cercando prima la carriera militare, ma venendo espulso per la sua natura ribelle. Si trasferì poi a New York, dove studiò arte drammatica e debuttò a Broadway nel 1944. Il suo successo arrivò nel 1947 con il ruolo di Stanley Kowalski in “Un tram che si chiama desiderio”, che lo lanciò definitivamente nel teatro e, successivamente, nel cinema. Brando fece il suo debutto cinematografico nel 1950 con “Uomini”, e ottenne il grande successo nel 1951 con la versione cinematografica di “Un tram che si chiama desiderio”, che consolidò il suo status di sex symbol e lo rese simbolo di una nuova era di recitazione. Negli anni successivi, Brando continuò a ricevere riconoscimenti, vincendo l’Oscar nel 1954 per il film “Fronte del porto” e acquisendo ulteriore popolarità con ruoli come quello del giovane ribelle in “Il Selvaggio”. Negli anni ’60, la sua carriera conobbe un declino, con lavori mediocri e comportamenti problematici sul set. Tuttavia, negli anni ’70 Brando rivisitò la sua carriera con ruoli memorabili come Don Vito Corleone in “Il Padrino” (1972), che gli valse un secondo Oscar, ma che rifiutò in segno di protesta contro il trattamento degli indiani d’America. Lo stesso anno recitò anche in “Ultimo tango a Parigi”, un film che destò scandalo. Successivamente, nel 1979, interpretò il colonnello Kurz in “Apocalypse Now”, un’altra performance indimenticabile. Dopo il successo di “Apocalypse Now”, Brando si ritirò per un decennio, tornando solo per ruoli cameo in film come “Don Juan De Marco” (1994) e “The Score” (2001). Brando morì il 2 luglio 2004 a Los Angeles all’età di 80 anni. La sua eredità è tale che Al Pacino, co-protagonista in “Il Padrino”, disse: “È come recitare con Dio”. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Ogni giorno la biografia di un artista che ha lasciato il segno, un modo per ricordarli nel giorno della loro nascita.
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