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Mata Hari: danzatrice e tra le più grandi agenti segrete di tutti i tempi

Oggi è il 7 Agosto ed in questo giorno, nel 1876, a Leeuwarden, in Olanda, nasceva la danzatrice ed agente segreta Mata Hari. Il suo vero nome era Margaretha Geertruida Zelle. Nel 1890 i genitori si separarono, il padre andò ad Amsterdam e l’anno dopo, alla morte della madre, Margaretha fu affidata al padrino, che la allevò temporaneamente, per poi affidarla successivamente ad uno zio a L’Aia. A 19 anni, Margaretha, rispondendo all’inserzione matrimoniale di un ufficiale di Amsterdam in convalescenza dalle colonie d’Indonesia, si sposò. Ebbe un figlio e partì per l’isola di Giava, dove il marito riprese servizio, e dove lei, assistendo a danze locali, fu affascinata da tanta grazia, provando ad imitarne le movenze. Dopo la nascita di una figlia, trambusti familiari di varia natura, la morte del figlio per ragioni oscure mai chiarite ed il pensionamento del marito, nel 1902 avvenne in rientro in Olanda. Dopo la separazione matrimoniale con l’affido definitivo della figlia al marito, Margaretha si trasferì a Parigi, dove, per mantenersi, non conoscendo nessuno, iniziò a fare la modella per un pittore e tentando poi di lavorare sia come amazzone in un circo ed in seguito come danzatrice, proponendo versioni personalizzate di danze giavanesi con spogliarello finale. Proprio come particolare danzatrice spogliarellista iniziò ad avere un gran successo e nel 1905, con il nuovo nome d”arte Mata Hari (che significa “Occhio dell’Alba”), fu fatta esibire al Museo Guimet. Durante il primo periodo del successo, per aumentare la fascinazione ed il mistero verso di sé, rilasciò interviste con molte menzogne, sie sulle sue origini che sulla sua vita privata, raccontando fantasiosissime e coloratissime esperienze ed avventure mai vissute. Dopo l’esibizione al prestigioso teatro dell’Olympia, fu definita la “donna che è lei stessa danza”, arrivando ben presto anche al successo internazionale. Ebbe un numero infinito di amanti, scelti per posizione strategica, sociale o politica o per l’alta situazione economica, e nel 1916, agli inizi della prima Guerra Mondiale, il console tedesco a L’Aia, intuendo in lei naturali doti strategiche senza scrupoli, la assoldò come spia, dandole il nome di “Agente H21”, e facendola istruire in Germania dalla famosa spia Fraulein Dokto, che la immatricolò come “AF44”. In seguito Mata Hari accettò l’opportunità del “doppio gioco”, entrando anche al servizio segreto per la Francia per un milione di franchi. Intensa fu la sua attività spionistica per entrambe le parti, ma i servizi segreti tedeschi intuendo il doppio gioco, nel 1916 informarono il controspionaggio francese, e nel 1917, a Parigi, fu arrestata ed imprigionata. Durante il processo, Mata Hari, dopo aver tentato di negare tutto, di fronte a varie evidenti prove, dichiarò di aver ricevuto offerta d’ingaggio anche dai servizi segreti russi e l’iter processuale fu complicato, ricco di colpi di scena e di imprevisti, con un notevole numero di testimonianze, sia in difesa che in accusa, con varie presenze di ex amanti che ricoprivano ruoli particolari, ma fu condannata a morte. Nella città di Vincennes, il giorno dell’esecuzione (15 Ottobre 1917) si vestì in modo raffinato, indossò i guanti ed un cappello di paglia con veletta, si fece battezzare e non accettando la benda agli occhi, legata ad un palo, fu uccisa da un plotone di fucilieri. Venne considerata tra le più grandi agenti segrete di tutti i tempi. Nessuno reclamò il corpo, il quale fu sepolto in una fossa comune. Questa mia opera realizzata in “computer art” è in sua memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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