A Piombino, Palazzo Appiani, si è inaugurata la mostra di Maurizio Caruso dal titolo Colori proibiti, nell’ambito della IV edizione del Festival Piombino in Arte.
Maurizio Caruso è artista internazionale che spazia dalla figura – sempre ben calibrata secondo un realismo sensuale e magico – a una linea moderna che si allunga verso i toni delicati di un mondo quasi informale caratterizzato da colori intensi e appassionati.
Colori proibiti è il seducente titolo della mostra, che – in quest’occasione – svela una lunga serie di ritratti che delineano l’inconscio di uomini e donne della letteratura, della cultura e della politica mondiali, come scrive Andrea Baldocchi nella sua introduzione.
Oltre ad Andrea Baldocchi, hanno partecipato il critico Fabio Canessa e la poetessa e direttrice artistica del Festival Cinzia Demi, che ha introdotto l’artista. Il vicesindaco della città Luigi Coppola e il responsabile Ufficio Cultura Paolo Volpini hanno presenziato la mostra di Maurizio Caruso, che si muoverà verso Milano per approdare, infine, in Svezia.
- 27 Luglio 2022
Maurizio Caruso e i suoi “Colori proibiti”, a Piombino
Ultima uscita ufficiale italiana per lo studioso Andrea Baldocchi

- Andrea Baldocchi (sin) con Maurizio Caruso
- Articolo inviato da: Ida Corsi
Andrea Baldocchi
Andrea Baldocchi, saggista e conferenziere, è specialista di disegno e xilografia tra Otto e Novecento. Scuola Ragghianti e allievo del museologo Mario Bucci, integra metodologia e analisi iconografica applicate alla teoria delle arti visive. Esplorando gli scenari della critica d'arte e della semiologia, traccia a più livelli confronti tra l'estetica del frammento dell'arte contemporanea e le strutture moderniste di T.S. Eliot e James Joyce.
Baldocchi opera prevalentemente a Pisa dove per la stesura delle sue pubblicazioni dal 2009 ha il permesso, come studioso accreditato, di avvalersi della Biblioteca della Scuola Normale Superiore.
Predilige lo strumento dell'ecfrasi (dare voce alle immagini) nell'indagine critica mirata alla traduzione del linguaggio visivo in forma testuale.
2001: 'Il Fregio di Beethoven di Gustav Klimt' è un suo articolo di ricerca, pubblicato sulla rivista internazionale Officinae (direttore editoriale Roberta Galli, Edimai, Firenze).
Nel 2004, al Rettorato di Pisa cura la monografia e introduce la mostra di Daniel Schinasi all'interno della V Giornata europea della cultura ebraica e, nel 2012, viene incaricato di redigere, a Roma, un saggio critico sulla forza romantica dell'opera di Andreas Marko, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, evento promosso dal Ministero della Cultura.
Nel 2017, Andrea Baldocchi firma la nota analitica e presenta a Firenze la mostra 'Effetto T', allestita presso l'Auditorium della Regione Toscana e inaugurata dal Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani.
Lavora nella ricerca principalmente per università, musei e progetti editoriali esteri (alcune sue opere sono tradotte in inglese, tedesco e portoghese) - i suoi contributi sono utilizzati, tra le altre, da Harvard University, Princeton University, dalla Biblioteca Nazionale di Storia dell'Arte di Londra, dal Metropolitan Museum of Art di New York e da molte università tedesche.
Possiede una accurata collezione d'arte contemporanea, con focus sul Novecento italiano. Dispone di un patrimonio librario di 6.000 tra volumi, monografie e cataloghi d'arte
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