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Muddy Waters: tra i più grandi Bluesmen di tutti i tempi

Oggi è il 30 Aprile ed in questo giorno, nel 1983, a Westmont, nell’Illinois (U.S.A.), moriva il grande cantautore e chitarrista Muddy Waters. Era nato nel 1913, a Rolling Fork, nel Mississippi, U.S.A., ed il suo vero nome era McKinley Morganfield ma gli venne dato il soprannome di Muddy Waters fin da bambino, dalla nonna, a causa della sua bislacca abitudine di sguazzare nel fango sulle rive del Mississippi. A nove anni iniziò a suonare l’armonica, a sedici la chitarra, e pur lavorando nei campi di cotone, iniziò a guadagnare qualche dollaro suonando nelle feste locali. Prese lezioni di musica dal chitarrista e violinista Son Slims e con lui fece la sua prima registrazione. Gestì per un periodo un “Juke Joint” (locale improvvisato dove si giocava d’azzardo e si ascoltava musica) esibendosi dal vivo. Andò a cercar fortuna a Chicago, dove il Blues si stava affermando. Pur lavorando come autista, la sera si esibiva nei locali, dove conobbe alcuni grandi del Blues di quella città e dove fu presto notato per il suo talento, ricevendo il suo primo contratto discografico dalla “Chess”. Formò una straordinaria band con Little Walter all’armonica, Jimmie Rogers alla chitarra, Elga Edmonds alla batteria ed Otis Spann al piano, con la quale registrò vari dischi e suonò per diverso tempo negli anni ’50, ottenendo i primi grandi successi. Nel 1958 arrivò anche il successo in Europa con un gran tour in Inghilterra, dove il suo Blues elettrico creò scalpore. In seguito registrò vari album anche in collaborazione con grandi del Blues mondiale come Howling Wolf, Bo Diddley, Little Walter, Rory Gallagher, Steve Winwood ed altri. Il suo stile di Blues elettrico, definito “urbano” fece “scuola” ed influenzò generazioni di musicisti. Fu considerato come una sorta di “anello mancante” tra il “Delta Blues” ed il “Rock’n’Roll”. Vinse molti ”Grammy Awards”, “Blues Music Awards”, entrò nella “Rock’n’Roll Hall of Fame” e nella “Blues Foundation Hall Of Fame” e nel 1994 gli fu dedicato il francobollo americano da 29 centesimi. Considerato il “padre del Blues di Chicago”, tra i più grandi Bluesmen di tutti i tempi, nonché uno degli artisti più influenti del XX* Secolo, la sua vita è stata raccontata nel film “Cadillac Records” del 2008. Questa mia opera ad acquerello che è stata esposta nella mia mostra personale allestita presso il Festival Blues “Bluesacco” di Ponsacco (PI) nel 2016, è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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