Il progetto di ricerca sulla drammaturgia dei Sacri Monti, coordinato dal professor Claudio Bernardi dell’Università Cattolica di Milano e promosso dal Centro dei Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, ha studiato le comunità, le feste e le iniziative di ogni Sacro Monte, realizzando una “fotografia” di questa realtà che costituisce uno straordinario patrimonio culturale, devozionale e turistico.
I risultati di questo grande lavoro di analisi e di studio verranno resi noti il 26 novembre prossimo presso il Sacro Monte Calvario di Domodossola nel contesto di un evento che vedrà, nella mattinata, la presentazione delle evidenze emerse dalla ricerca e, nel pomeriggio, un dibattito tra studiosi, rappresentanti degli enti religiosi, amministratori e politici sul tema del futuro dei Sacri Monti e sulle modalità per valorizzarne il potenziale, attraverso una corretta politica culturale.
I Sacri Monti di Piemonte e Lombardia (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta, Ossuccio, Varallo, Varese), dichiarati di recente patrimonio dell’umanità dall’Unesco, sono troppo spesso considerati esclusivamente una testimonianza del passato. Se adeguatamente valorizzati ed integrati, attraverso le loro specifiche attività, nel quotidiano del territorio, possono costituire una risorsa anche sotto il profilo economico, oltre che un insostituibile riferimento di devozione e di fede.
Il Presidente dell’Ente dr. Giacomo Gagliardini a tal proposito sottolinea che: “I Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia rappresentano, come è noto, una delle principali eccellenze, artistiche, storiche, paesaggistiche, culturali e devozionali del nord Italia.
Tutto questo però non può essere sufficiente a garantire a questi luoghi, che già sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il giusto riconoscimento. Sicuramente, per quanto attiene ai Sacri Monti del Piemonte, vi sono continue necessità di manutenzione, di restauro, sostanzialmente di valorizzazione. Questi luoghi, però, credo non necessitino solo di cure materiali ma chiedano a gran voce anche la nostra attenzione interiore: non sono e non possono essere dei “musei a cielo aperto” ma sono e possono essere luoghi di vita e di esperienza; non luoghi asettici ma luoghi coinvolgenti dove l’arte ha bisogno di noi, come visitatori attivi, proprio come gli attori sul palcoscenico hanno necessità del pubblico per poter recitare. L’invito è per tutti e ciascuno a compiere in questi luoghi un viaggio esteriore per un arricchimento interiore, alla ricerca non di un’emozione passeggera ma di un’intuizione profonda che ci sveli la reale importanza di quanto questi luoghi custodiscono e ancora oggi sanno raccontare”.
- 19 Novembre 2012
Passato, presente e futuro dei Sacri Monti
Un progetto Unesco per rilanciare uno straordinario patrimonio culturale, devozionale e turistico
- Articolo inviato da: Antonella Cominoli
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