Oggi è l’8 Maggio, ed in questo giorno, nel 1903, a Hiva Oa, nell’arcipelago delle Isole Marchesi, nell’Oceano Pacifico, per sifilide moriva il grande pittore Paul Gauguin. Era nato nel 1848, a Parigi, in Francia, e viene considerato tra i più grandi artisti dell’800. La sua vita fu caratterizzata da lunghi viaggi. Dopo aver perso il lavoro come agente di cambio, si dedicò da autodidatta alla pittura, ma con scarso successo. Grazie all’amicizia con il pittore Camille Pissarro, conobbe e frequentò l’ambiente Impressionista, ma non ne condivise mai gli ideali ed i principi artistici. Per la sua grave situazione economica, lasciò figlio e famiglia per andare a lavorare alla costruzione del Canale di Panama e poi riparti per la Martinica. Visto lo stile personale ed innovativo della sua sintesi pittorica e lineare, il mercante Theo Van Gogh (fratello del pittore Vincent) gli offrì un contratto per un quadro al mese, cercando anche di far vivere l’artista con il fratello, cosa che non ebbe successo per i forti dissapori tra i due (rapporto che finì con il taglio dell’orecchio da parte di Van Gogh, anche per le forti tensioni raggiunte tra i due). Gauguin ripartì per Thaiti dove dipinse molto ma dove dopo due anni ripartì lasciando una compagna appena tredicenne ed un figlio appena nato. Tornò in Europa ma oberato dai debiti ed irrequieto ripartì ancora per la Polinesia, approdando nell’isola di Hiva Oa, dove trovò quel primitivismo a lungo cercato ovunque e dove dipinse opere bellissime con una figurazione più sintetica, attraverso forme semplificate, a campitura e dall’atmosfera decorativa, e dedicandosi a rappresentare l’armonia tra gli esseri umani e tutte le forme naturali (anche se non perse mai la sua natura sanguigna, irrequieta e triste). Questa mia opera a sanguigna e seppia acquerellate ed acquerello è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

