Rubano (PD), 12 Ottobre 2026 – Ci sono risultati che vanno ben oltre il semplice piazzamento in classifica, capaci di racchiudere una vita intera dedicata alle corse.
Il ritorno di Stefano Primoli Carretta al Rally Città di Bassano, a distanza di trentuno anni dall’ultima partecipazione, si è trasformato in un’esperienza indimenticabile, culminata con un prezioso terzo posto in classe RS16P, conquistato al termine di una gara tutt’altro che semplice.
Un appuntamento dal sapore particolare per il pilota di Montegrotto Terme, assieme ad Andrea Paccagnella su una Citroen Saxo gruppo A nella due giorni valida per il Campionato Italiano Rally Challenger e per la Coppa Rally ACI Sport di quarta zona a coefficiente maggiorato, che proprio sulle strade bassanesi aveva preso parte alla prima edizione del Mundialito Triveneto, nell’ormai lontano 1984, al volante di una piccola Autobianchi A112 Abarth.
L’ultima apparizione risaliva invece al 1995, alla guida di una Renault Clio Williams gruppo N.
“Tornare al Bassano è stato davvero emozionante” – racconta Primoli – “perchè qui ho corso la prima edizione, nel 1984, e l’ultima volta ero presente nel 1995. Sono riaffiorati tantissimi ricordi, alcuni bellissimi ed altri inevitabilmente più tristi. È una gara che rappresenta una parte importante della mia storia sportiva e ho vissuto due giorni particolarmente intensi.”
Il ritorno non è stato però privo di difficoltà per il portacolori di Club 91 Squadra Corse.
La vettura del double chevron ha manifestato alcuni problemi di gioventù con ripetuti spegnimenti che hanno messo a dura prova la determinazione del patavino, supportato dal fondamentale sostegno dell’assistenza e soprattutto da quello del figlio che lo ha motivato.
“La macchina continuava a spegnersi” – aggiunge Primoli – “ma i ragazzi dell’assistenza, in particolare mio figlio, mi hanno convinto a non mollare. Alla fine ci siamo regalati questo bellissimo terzo posto, in mezzo a tanti ragazzini. Una soddisfazione enorme per tutti noi.”
Ma il significato più profondo del Venerdì e del Sabato vissuto da Primoli va cercato oltre il cronometro, nel confronto tra generazioni ed in quel legame che il motorsport riesce a creare.
“La cosa più bella è ritrovarsi a correre con i figli di quelli che un tempo erano i miei avversari” – conclude Primoli – “ovvero ragazzi che vengono a chiederti un consiglio e che condividono la tua stessa passione. Sono momenti che ti restituiscono l’entusiasmo e ti fanno capire perché, nonostante tutto, continui a voler essere presente. Grazie a tutti quelli che ci sostengono.”


