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Ruggero Leoncavallo: lo stile che unisce il realismo drammatico a una sensibilità tardo-romantica

Oggi è il 9 Agosto ed in questo giorno, nel 1919, a Montecatini Terme (PT) moriva il compositore ed autore di opere liriche ed operette Ruggero Leoncavallo. Era nato nel 1857, a Napoli, ed il suo lunghissimo nome completo era Ruggiero Giacomo Maria Giuseppe Emmanuele Raffaele Domenico Vincenzo Francesco Donato Federico Gesù Leoncavallo. Iniziò da piccolo a prendere lezioni di spinetta e nel 1876, pur studiando al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, iniziò anche a lavorare a Potenza, dove era stato trasferito il padre, dando lezioni di pianoforte ai bambini. Continuando gli studi anche a Bologna, in quella città ebbe occasione di conoscere Richard Wagner, di cui era un ammiratore, e scrisse l’opera di soggetto romantico “Chatteron” che per mancati impegni dell’impresario non fu rappresentata per molti anni. Fece viaggi in Egitto ed a Parigi, dove soggiornò per sei anni, lavorando come insegnante di canto. Tornè quindi a Milano dove scrisse il progetto per la trilogia di “Crepusculum”, che però non venne al tempo rappresentata per un cambio d’idea dell’editore Ricordi che l’aveva commissionata. Nel 1890 in cinque mesi scrisse quindi “Pagliacci”, che, rifiutata da Ricordi, fu acquistata da Sonzogno, un’opera “verista” che fu rappresentata nel 1892 al Teatro Dal Verme di Milano, diretta da Arturo Toscanini, e che ebbe un grande successo. La sua aria più celebre: “Vesti La Giubba”, interpretata ed incisa da Enrico Caruso, fu il primo disco al mondo a raggiungere il milione di copie vendute.Scrisse anche “Bohème” ma in seguito fu messa in ombra dall’omonima opera scritta da Puccini. Tra le tante romanze scrisse poi “Zazà” e “Mattinata”, quest’ultima per la “Gramophone Company”, interpretata da Caruso e nella quale, per la prima, nel 1904, lo stesso Leoncavallo suonò il pianoforte. Questa mia opera a carboncino è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci

Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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