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Un nuovo gruppo di lavoro di ITCOLD si occuperà di deflusso ecologico: una tematica fondamentale anche per i territori interessati dalla presenza di dighe

Il deflusso ecologico è la quantità minima di acqua che deve essere garantita in un corso d'acqua naturale per preservare l'ecosistema, la biodiversità e la qualità ambientale

Il tema è particolarmente sentito a valle della presenza di una diga: per ogni invaso, è definita la quantità d’acqua che deve essere rilasciata nel corso d’acqua sottostante, al fine di tutelarne le prerogative di funzionalità ambientale. Un tema solo apparentemente specifico e specialistico: in realtà esso coinvolge l’intera gestione di una destinazione multi-obiettivo della risorsa, come è nei principi della Direttiva 2000/60/CE (WFD Water Framework Directive).

Per affrontare adeguatamente questo tema, all’interno di ITCOLD – il Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe – è appena stato creato un apposito gruppo di lavoro, denominato appunto “Deflusso Ecologico (DE) in presenza di grandi invasi: sperimentazioni, aggiornamento delle strategie di applicazione della normativa e gestione”

Il gruppo è coordinato da Cecilia Mosca, ingegnere esperto in idrologia e gestione delle risorse idriche, e composto da un cospicuo numero di autorevoli partecipanti, portatori di competenze accademiche e del mondo della ricerca, professionali, rappresentative di esperienze in capo a operatori nei settori della produzione idroelettrica e dell’agricoltura, ovvero dell’irrigazione e della bonifica.

Come primi passi, il nuovo gruppo sta acquisendo, sistematizzando e discutendo le informazioni che attengono alle sperimentazioni su scala nazionale effettuate dai produttori (soprattutto idroelettrici), concessionari di grandi invasi, circa le opzioni di rilascio della portata di rispetto ambientale e gli effetti conseguiti e conseguibili sul piano della funzionalità ecologica, paesaggistico-ambientale e inerenti all’integrazione delle idro-esigenze.

Inoltre, il lavoro in corso si rivolge all’identificazione, discussione ed enunciazione di principi e linee guida che tengano conto delle caratteristiche di forte eterogeneità e dinamicità dei contesti territoriali, fenomenologici, socioeconomici e istituzionali-geopolitici in cui l’applicazione del DE esplica la sua funzione.

In prospettiva, il gruppo attiverà strette interazioni di confronto e con finalità consultiva sulla tematica affrontata, sia con le Autorità governative nazionali e regionali competenti sia con i rispettivi organi tecnici e amministrativi ugualmente preposti.

“L’obiettivo – dichiara l’ingegner Mosca – è superare le rigidità di metodo scientifico e normative che frequentemente risultano scarsamente efficaci rispetto ad una strategia di tutela idrologico-ambientale e insieme di pregiudizio sul piano della socioeconomia.

Molto importante e significativo il coinvolgimento di figure di rilievo del settore irriguo, probabilmente il più importante comparto interessato alle ricadute di una corretta applicazione della norma.

Lo spirito condiviso all’interno del gruppo di lavoro è quello del massimo rigore intellettuale, oltre che della robustezza metodologica e dell’adeguatezza ai cambiamenti in corso nei sistemi di riferimento per la gestione della risorsa acqua: vere e proprie driving force, quali sono notoriamente il clima e le politiche a livello nazionale e comunitario particolarmente nei settori energetico, delle colture in agricoltura, dei servizi idrici municipali, degli approvvigionamenti industriali”.

 

ITCOLD, Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe, è un’associazione culturale e scientifica che si propone di promuovere ed agevolare lo studio di tutti i problemi connessi con le dighe, la loro realizzazione ed il loro esercizio.

 

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