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“Un’Odissea silenziosa e dolorosa”: il devastante impatto psicologico dei flussi migratori e la difficoltà di integrazione socio-culturale negli stati ospitanti da parte di migranti e rifugiati

Uno dei principali fenomeni che caratterizza il contesto sociale odierno e globalizzato è proprio quello dei processi migratori...
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NEL MONDO – Uno dei principali fenomeni che caratterizza il contesto sociale odierno e globalizzato è proprio quello dei processi migratori. A https://www.loscrivo-io.it/ (azienda che si occupa di redazione testi, pubblicità e assistenza e supporto per l’elaborazione tesi) è stato, spesso, richiesto dai suoi clienti di approfondire nel dettaglio le caratteristiche dei flussi migratori e andarli così a descrivere. È pur vero che articoli come questi sono da https://www.loscrivo-io.it/ prodotti anche con l’intento di informare e smuovere le coscienze umane su temi sociali di grande attualità.

Inoltre, lo https://www.loscrivo-io.it/ propone sempre temi di grande attualità, similmente all’argomento trattato nel seguente articolo, per la redazione e il supporto alla stesura della redazione di laurea, grazie anche al lavoro professionale condotto da tutor esperti e sempre attenti a garantire la privacy dei loro clienti.

Nel 2020, le persone che si sono mosse nel globo sono state più di 281 milioni e negli anni a seguire sono andate, via via, ad aumentare. Uno spostamento tanto massiccio che ha comportato anche un intensificarsi delle problematiche di salute mentale degli stessi protagonisti, ossia i migranti e i rifugiati. Quest’ultimi sono, purtroppo, costretti ad affrontare esperienze dolorose e spesso profondamente traumatiche, tra cui guerre, sfollamenti forzati oppure rotte migratorie estremamente pericolose. Una volta che gli stessi giungono nel paese di accoglienza, si ritrovano a dover superare ulteriori limitazioni, come la difficoltà a integrarsi alla cultura straniera, che spesso risulta totalmente differente a quella di appartenenza, i vincoli causati dalle barriere linguistiche, la ricezione di poche informazioni utili per adattarsi al nuovo ambiente e gli enormi ostacoli ad accedere ai servizi essenziali alla persona, che causano un’ulteriore destabilizzazione del benessere psico-emozionale e mentale (Immigrazione, 2021). L’insieme di questi dati sono, solitamente, attentamente vagliati, analizzati e carpiti entro quei documenti e quelle indagini di recenti produzione, che https://www.loscrivo-io.it/ seleziona con attenzione, al fine di dare dignità a quei vissuti più umani, purtroppo, spesso ignorati.

Lo stesso Dottor Franco Voltaggio, già nel lontano 2007, riconosceva il bisogno di un processo di integrazione avanzato da parte della società ospitante verso i gruppi sociali non autoctoni.

In aggiunta a quanto fino ad ora dichiarato, è stato possibile osservare come i migranti e i rifugiati tendono a manifestare dei tratti identitari tendenzialmente malinconici e trasognati. Gli stessi possono accusare anche una sorta di “nostalgia anticipata” verso il nuovo paese, supponendo che questo potrebbe non essere il luogo in cui poter dimorare in maniera definitiva.

Le principali difficoltà che i migranti denunciano sono, poi, l’impossibilità di ottenere velocemente un lavoro stabile e dignitoso oltre che un alloggio sicuro, dove sentirsi, anche se solo in parte, “a casa”. Molti di loro sono, al contrario, sfruttati dai sistemi criminali e malavitosi, come quelli mafiosi, che li costringono a lavorare in condizioni precarie e pericolose, facendoli vivere in alloggi sovraffollati e insicuri, che inficiano drasticamente sulle condizioni di salute generale dei medesimi (Immigrazione, 2021).

Nello specifico, i dati esemplificativi il livello di salute di migranti e di rifugiati descrivono una situazione preoccupante, ossia la maggior parte della sintomatologia osservata in questi sembra, infatti, richiamare vari disturbi psichiatrici, come la Depressione, gli stati ansiogeni-stressogeni e il PTSD (disturbo da stress post-traumatico). A ciò si aggiungono anche le violenti esperienze relative la separazione familiare, gli abusi fisici-sessuali e verbali-psicologici subiti, la negligenza, le ferite emotive e le discriminazioni socio-culturali, economiche e ideologiche-religiose, che costituiscono il terreno fertile per aggravare ulteriormente la salute mentale degli stessi. Ad esempio, solo negli stati europei, l’incidenza della depressione è cresciuta fino al 32% tra i rifugiati, a dispetto del 4% della popolazione autoctona del Vecchio Continente (WHO, 2022).

Per tale motivo, è necessario richiamare all’attenzione delle società moderne, il bisogno di promuovere politiche sanitarie che pongono al centro la salute dei migranti e dei rifugiati, formando anche personale competente in grado di interagire con persone appartenenti a diverse culture e lingue, come i mediatori linguistici, gli psicologi, i pedagogisti e gli educatori di comunità. Tutto questo deve, in aggiunta, andare di pari passo all’ottimizzazione della raccolta e della condivisione dei dati statistici e di ricerca, che garantiscono una corretta gestione del diritto alla cura della persona e rispettano gli obiettivi dell’Agenda 2030, non andando così a trascurare nessuno e, in particolar modo, i più fragili (WHO, 2022). Anche la scrittura se ben curata può diventare un potente strumento a garanzia di un profondo cambiamento sociale; questo è uno dei principi fondativi sui cui si erige anche il lavoro redazionale di https://www.loscrivo-io.it/ .

 

Riferimenti bibliografici:

Immigrazione, I. D. S. (2021). Centro Studi e Ricerche. Inprinting srl: Rome, Italy.

World Health Organization. (2022). World report on the health of refugees and migrants: summary. World Health Organization.

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