ARTE E CULTURA

Gli spot di Calimero per Mira Lanza in mostra a Milano

December 13 2016
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Trenta opere tra bozzetti, disegni e tavole originali dello spot anni Settanta di Calimero per Mira Lanza sono esposte, fino al 31 dicembre 2016, alla Galleria Pisacane Arte di Milano.

Trenta opere tra bozzetti, disegni e tavole originali dello spot anni Settanta di Calimero per Mira Lanza sono esposte, fino al 31 dicembre 2016, alla Galleria Pisacane Arte di Milano.
La vocazione interdisciplinare dell’arte, negli ultimi decenni, è stata definitivamente riconosciuta.
Il requisito di bellezza come condizione necessaria era già stato dimenticato da un secolo. In seguito, le categorie che distinguevano le arti visive dall’artigianato o da altri oggetti di vario interesse culturale sono scomparse, così come sono tramontate le distinzioni tra manufatto e prodotto assemblato, concepito con finalità artistiche.

Che si tratti di arte, di antiquariato, o di un fenomeno sociale o di costume come la moda, oggi i confini sono labili o completamente erosi.
La pubblicità di Mira Lanza non presenta una particolare svolta innovativa nel tratto o nella scelta dei personaggi: le fattezze animali, il carattere pedagogico e sentimentale o moralistico, sono in linea con una larga parte della cinematografia per ragazzi e della letteratura popolare della prima metà del Novecento, ma non rappresenta nemmeno un semplice documento storico.
Non si tratta di un comune reperto archeologico di vita quotidiana: il progetto di Calimero innova per la sua antesignana finalità di commercializzazione di un’esperienza.
La storia del pulcino sfortunato si fonda su uno studio antropologico e culturale molto puntuale.
Una storia che segmenta il mercato in cerchie di appartenenza e definisce il suo raggio di azione, in una fascia sociale specifica, sostituendo il personaggio al prodotto.
Segue uno schema semplice che ricerca un coinvolgimento emotivo e una partecipazione, senza essere ingannevole o illusoria, e assolve così alla duplice funzione di intrattenimento e di vendita.
È dunque la descrizione di un mondo, delle sue istanze e della sua cultura attraverso i suoi modelli più conosciuti e condivisi.
L'intuizione del passaggio da prodotto industriale a strumento di intrattenimento ha anticipato la cosiddetta economia dell’esperienza, ottenendo un coinvolgimento sociale e personale.
La sfera economica è così entrata nell’universo civile e ha fuso commercio ed emotività.

Paola Nicoli



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