ARTE E CULTURA

L'Him di Maurizio Cattelan e la suggestione

May 12 2016
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La notizia che l'opera “Him” di Maurizio Cattelan sia stata venduta all'asta per 17,2 milioni di dollari fa pensare che il valore dell'arte sia stato trasferito irrevocabilmente al suo esterno. E’ importante che l'opera non necessiti di traduzione ma si serva di formule.

La notizia che l'opera “Him” di Maurizio Cattelan sia stata venduta all'asta per 17,2 milioni di dollari fa pensare che il valore dell'arte sia stato trasferito irrevocabilmente al suo esterno, e che l'oggetto su cui si riversano l'attenzione e il denaro possa essere qualsiasi cosa, ammesso che sia suggestiva, di facile comprensione e gonfia di moralismo.
In questo senso si dimostra più che mai che l'arte è un lavoro di squadra, fatta di progetto/ palinsesto, realizzazione (generalmente data in appalto a terzi) e distribuzione.
Il modello sembra essere sempre lo stesso: raccolta di elementi noti e rappresentativi di un'epoca, immagini facilmente riconoscibili e velocemente decodificabili con aggiunta di qualche suggestione.

Monumentalizzazione, rimpicciolimento, cambiamento di scala -ad esempio il corpo gracile di un bambino dei tempi della seconda guerra, con i vestiti troppo larghi e la posizione orante- associati a simboli e immagini impressionanti: in questo caso il viso di Hitler come incarnazione del male puro, della follia, della perversione, della persecuzione.

È sufficiente che le opere non veicolino mai un pensiero articolato, che non si debba nemmeno cercare di capire quali simboli sian stati adottati, quali attributi. E’ importante che l'opera non necessiti di traduzione ma si serva di formule.
La suggestione deve essere associata a una comunicazione breve, sintetica, incisiva e a un concetto facile, spesso carico di principi indiscutibili, che nessuno possa contraddire.

Il soggetto, anche se storico, non potrà mai essere troppo lontano, non dovrà penetrare alcun mistero della natura o della storia. Immagini impressionanti ma schematiche e dirette, in altre parole convenzionali.
Adeguarsi alle convenzioni, naturalmente del luogo in cui l'oggetto si vende, per appagarne il gusto, sembra essere la caratteristica principale di tanta arte contemporanea.
Esecuzione di stereotipi e riflessione sociologica inesistente. Un format di vendita che a differenza di altri ha mantenuto il valore della serie limitata: per il momento il franchising risulta meno remunerativo e non è ancora stato contemplato.

E’ davvero paradossale che, nonostante la cifra mi lasci costernata, la tentazione di cedere all'emozione e al condizionamento sia sempre imperiosa: con qualche imbarazzo devo ammettere che quest’opera mi piace.

Paola Nicoli.



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