SALUTE e MEDICINA

Coronavirus, il medico Filippo Manelli e le nozze tra Angelo e Diane

May 6 2020
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Il primario del Pronto soccorso dell’Azienda socio sanitaria Valcamonica e il lieto evento delle nozze tra Angelo e Diane

Il dottor Filippo Manelli endocrinologo e esperto di ecografia clinica è primario del Pronto soccorso dell’Azienda socio sanitaria Valcamonica: guida una struttura con quindici medici e oltre trenta infermieri.
Ha diverse pubblicazioni scientifiche e testi specialistici, è autore di lavori su riviste internazionali e al di fuori dell’ambito ospedaliero è giornalista pubblicista.
Manelli aveva dichiarato al momento del nuovo incarico, «al quale tengo molto: è per me un impegno importante e prestigioso che dovrò svolgere per i due pronto soccorso e che mi consentirà di conseguire indubbi miglioramenti in una valle particolarmente strutturata su quasi 100 chilometri e con i suoi 100.000 abitanti».

Il Pronto Soccorso è dove generalmente arrivano i casi più gravi e complessi: incidenti stradali, infortuni sul lavoro, malori, casi di doping, incidenti domestici, fratture, slogature, incidenti sportivi … ma anche febbri e malori persistenti.

Purtroppo in questo periodo, in questa area (zona rossa in provincia di Brescia e vicina alla provincia di Bergamo), duramente colpita dal coronavirus vogliamo riportare un lieto evento che riguarda anche i medici e gli infermieri alla guida del dottor Manelli: le nozze tra Angelo e Diane.

Angelo, classe 1959, colpito dal coronavirus e ricoverato nell’ospedale di Esine a inizio marzo, nelle ore di sofferenza trascorse in corsia, ha pensato tanto alla compagna ed alla vita. Quasi di getto, senza inibizione, ha chiamato il suo avvocato ed espresso un desiderio, non l’ultimo, certo, ma preciso: si voleva sposare, voleva suggellare ufficialmente l’unione con Diane per tutelare lei ed i figli, senza perdere tempo in documenti e burocrazia.
Il legale ha fatto il «miracolo», supportata dalla direzione dell’Asst e dal Comune. E così in una camera spoglia, è stato celebrato il matrimonio più bello ai tempi del Covid-19. A officiare c’era Emanuele Moraschini, primo cittadino di Esine, come testimoni due dottoresse e come invitati il direttore generale Maurizio Galavotti e il primario di Pronto soccorso Filippo Manelli. Oltre ovviamente ai compagni di stanza, stupiti da quell’insolito via vai.
Tutto il gruppo era in sicurezza: mascherine, camici, calzari, guanti, abiti non proprio eleganti ma d’ordinanza per la situazione. A non mancare, come in un matrimonio di quelli canonici, l’emozione.
Poi, dopo la cerimonia, nessun ricevimento e una sorta di «viaggio di nozze», se così si può chiamare, in solitaria in terapia intensiva per dodici giorni. Sabato 4 aprile Paolo è tornato a casa, nel suo paese nella Bassa dove sta trascorrendo la quarantena. Nel bouquet di Diane, unico segno delle nozze classiche, c’erano orchidee e mimose. Belle e delicate come questa storia.

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