TURISMO

Terra Raetica: quattro regioni per una mobilità migliore

September 15 2020
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Transdolomites interviene sulle strategie per la mobilità transfrontaliera su rotaia.

Terra Raetica: quattro regioni per una mobilità migliore

I componenti degli esecutivi di Alto Adige, Tirolo, Grigioni e Lombardia si sono incontrati l'11 settembre 2020 a Curon Venosta per concordare strategie per la mobilità transfrontaliera su rotaia.

Dal comunicato stampa diffuso dalla Provincia Autonoma di Bolzano diffuso in data 11 settembre leggiamo;

"I quattro presidenti delle quattro regioni della Terra Raetica hanno firmato una comune Dichiarazione d'intenti.


Un sistema integrato, ecologico e sostenibile, di mobilità transfrontaliera su rotaia del triangolo geografico ricompreso fra Italia, Austria e Svizzera all'estremo ovest della provincia di Bolzano: muovere insieme il primo passo verso questo obiettivo comune entro il mese di novembre è il cuore dell'intesa siglata l'11 settembre dai massimi rappresentanti politici di Alto Adige, Tirolo, Cantone dei Grigioni e Lombardia. Lo strumento per attuare questa politica nella cosiddetta Terra Raetica sarà la creazione di collegamento ferroviario ragionato ed efficiente, capace di impattare positivamente sulla mobilità non solo pendolaristica ma anche turistica dell'intera area geografica. I presidenti e capitani delle quattro regioni, i vicepresidenti dei rispettivi esecutivi e i responsabili delle politiche di mobilità di ciascuna Giunta delle quattro regioni alpine si sono incontrati a Curon Venosta sul lago di Resia in un vertice dedicato proprio ai temi della mobilità transfrontaliera."

Stando al testo della Dichiarazione d'intenti – "concordare e rendere organiche fra loro le rispettive misure per un sistema di mobilità integrata". Obiettivo è creare uno snodo ferroviario alpino strategico, collegato alla rete ferroviaria internazionale. Ciò consentirebbe di ridurre l'importante flusso di traffico da attraversamento e l'impatto ambientale di quest'ultimo, con conseguente rivalutazione ai fini turistici di tutte le aree coinvolte."

" "Vogliamo spingere lo sviluppo sinergico del triangolo geografico ricompreso fra Italia, Austria e Svizzera, promuovendo così lo sviluppo economico dello spazio frontaliero comune" ha sottolineato il presidente della Provincia di Bolzano. In questo senso la mobilità transfrontaliera gioca un ruolo di primo piano, che è intento comune sviluppare secondo criteri ecologici e sostenibili, in particolare nel settore del trasporto su rotaia. Per il vicepresidente e assessore altoatesino alla mobilità "i trasporti hanno l'obiettivo di unire le persone: oggi ci avviciniamo un passo di più a realizzare la nostra visione per l'Alta Venosta e le regioni vicine".




"La mobilità del futuro ha bisogno di un approccio corraggioso e di una visione sovranazionale. La strada che oggi iniziamo a precorrere intende ridurre soprattutto il traffico privato, facendo di noi una macroregione modello sull'arco alpino" ha detto il capitano del Tirolo. "Spostarsi senza confini e senza auto: a questo obiettivo stiamo lavorando da anni nella Terra Raetica, per dare vita a un sistema integrato di mobilità su rotaia che allevi l'impatto su uomo, natura e infrastrutture" ha detto la vice presidente del Tirolo.



Per il presidente di Regione Lombardia "questa Dichiarazione d'intenti si inserisce nel quadro di relazioni solide e consolidate tra i territori che condividono obiettivi comuni di miglioramento della mobilità transfrontaliera e valorizzazione, anche in senso turistico, delle aree coinvolte". L'assessore regionale della Lombardia ha poi aggiunto che "implementare le infrastrutture, nell'ottica di agevolare la mobilità sostenibile, è tema centrale nell'agenda di Regione Lombardia. Trovare nuove modalità per collegare i nostri territori, uniti dalle Alpi, significa in prospettiva dare impulso all'economia locale e al turismo. La giornata odierna segna un passo importante nella direzione giusta".



Abbiamo riportato volutamente ed integralmente le dichiarazioni di parte ci coloro che hanno partecipato alla sottoscrizione della Dichiarazione d'intenti perchè in esse leggiamo esattamente quanto Transdolomites cercò di costruire in occasione del Convegno organizzammo a Trento presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento in collaborazione con l'Ambasciata di Svizzera a Roma e Consolati di Svizzera a Milano e Padova con il Patrocinio della Provincia Autonoma di Trento il 20 aprile 2017.

Titolo del convegno; " una rete di ferrovie tra le montagne ed i valichi alpini da Occidente ad Oriente"

Quella del 2017 rappresentò l'occasione per mettere in evidenza i valori fondanti della Macroregione Alpina (EUSALP) il cui accordo venne siglato il 18 ottobre 2013 a Grenoble in Francia tra le 46 Regioni e Province Autonome che si trovano dentro lo spazio geografico della catena delle Alpi.

Tra i tre pilastri fondanti, abbiamo quello dei trasporti, infrastrutture immateriali e accessibilità. Lo scopo del Convegno di Trento fu appunto quello di affrontare il tema della mobilità e della politica dei trasporti alpini, mirando a promuovere un'autentica cooperazione attraverso la realizzazione di infrastrutture materiali che coinvolga le regioni alpine della Svizzera , Province Autonome di Trento e Bolzano, Lombardia, Veneto.

Tutto ciò rappresenta un tema strategico per contribuire allo sviluppo sostenibile nelle Alpi.

Leggere nell'incontro svoltosi a Curon Venosta dell'11 settembre gli stessi rilievi e obiettivi di Transdolomites ci riempie d'orgoglio.

La pianificazione strategica no si fa facendo scelte impostate sulla quotidianità ma facendo del coraggio e della lungimiranza l'ingrediente fondamentale per guardare al futuro con la faccia rivolta in avanti . Questo tra l'altro è il grande insegnamento che dobbiamo trarre dall'esperienza Covid-19; Voltare pagina.

L'assenza del Trentino a Curon è un fatto grave, la rinuncia ( speriamo temporanea) a far parte di un Team sovranazionale che pianifica progetti non per altri ma per il futuro dei loro territori.

Riteniamo sia vitale che il Trentino si aggreghi a questo gruppo di lavoro perchè le condizioni per esserne parte ci sono.Qui sta la chiave di lettura della proposta per la progettazione della Ferrovia delle Valli dell'Avisio.Non di essere una infrastruttura finalizzata ad un evento olimpionico ( sarebbe assurdo) bensì portare la valli dell'Avisio e le Dolimiti in una dimensione storica internazionale nella quale in futuro delle comunità, del turismo, della difesa della montagna non sia dipendente dall'auto, ma dalla ferrovia quale mezzo di mobilità ad alta efficienza energetica, trasportistica , senza emissioni e rumore e che permette di ridurre il consumo di territorio da decenni sacrificato a dare spazio alla mobilità privata.

La storia ha da sempre insegnato che la ferrovia ha fatto gli Stati, sta costruendo l'Europa, costruisce le comunità , crea relazioni tra i popoli ed in futuro sarà la protagonista nella costruzione del mercato europeo del turismo.

Una nuova infrastruttura ferroviaria non si stima sui biglietti che vebderemo, ma sulla svolta nella storia che essa trascinerà nelle Dolomiti e nelle Alpi.

Ecco perchè Transdolomites da anni sensibilizza sulla necessità non solo della Trento-Penia ma anche del prolungamento della Trento -Mezzana verso la Svizzera per arrivare a Tirano,la ferrovia del Garda, il potenziamento della ferrovia della Valsugana ( non solo elettrificazione ma aumento della capacità di questa linea il cui percorso attuale è del tutto antistorico). Il senso di tutto ciò è trasformare delle linee ferroviarie vecchie e nuove in collegamenti internazionali, internazionalizzare il Trentino, insomma

La visione della St.Moritz -Penia di Canazei per arrivare magari nelle Valli Gardena e Badia ha questo senso e si pone del tutto in linea con i contenuti dell'incontro di Curon (BZ)



INFO:



Massimo Girardi

Presidente Associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

Licenza di distribuzione:
Giamcarlo Garoia
CORRISPONDENTE - UFFICIO STAMPA RETERICERCA
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