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Hera prima in Italia nel “Diversity and Inclusion Index” di Thomson Reuters

October 12 2017
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L’indice etico si occupa di valutare gli investimenti che tengano conto della tutela di diversità, inclusione e sviluppo delle persone di oltre 6.000 società quotate nel mondo. La multiutility italiana, con un risultato di 77,25 punti, quasi 6 in più rispetto al 2016, si è piazzata anche 14esima a livello globale.

Il Gruppo Hera è la migliore società in Italia e la 14esima al mondo per gli investimenti che tengano conto della tutela della diversità e dell'inclusione. Il risultato è stato decretato dall'edizione 2017 del “Diversity and Inclusion Index” di Thomson Reuters, che ha preso in esame un campione composto da oltre 6.000 aziende quotate a livello globale.

La multiutility italiana, con un punteggio di 77,25, è risultata la seconda al mondo nel settore delle utility, migliorando di quasi sei punti la performance del 2016 (71,5), rispetto alla quale ha scalato anche 46 posizioni nel ranking globale.

Il “Diversity and Inclusion Index” è un indice etico, ideato e realizzato dal colosso internazionale dell’informazione finanziaria Thomson Reuters, che analizza le performance delle società sulla base di molteplici fattori, riconducibili a quattro aree: diversità, inclusione, sviluppo delle persone e controversie legate all’esposizione sui media.

L’impegno del Gruppo Hera nell’ambito delle politiche di inclusione e tutela della diversità è di lunga data e si consolida nel 2009 con la sottoscrizione della Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro: con cui l’azienda si è impegnata, assieme ad altri attori pubblici e privati nella lotta contro la discriminazione sul luogo di lavoro. Fondamentale, inoltre, è stata l’introduzione nel 2011 del Diversity Manager, che ha l’obiettivo di favorire ulteriormente i processi di sviluppo delle politiche di inclusione e di valorizzazione delle diversità. Da rimarcare poi anche la quota di personale femminile in aumento e al di sopra della media del settore energetico, idrico e ambientale (24,2% contro il 15,9) e la presenza di donne nei ruoli di responsabilità che in Hera, nel 2016, ha raggiunto la soglia del 31%.

Tante infine le iniziative che danno concretezza al management delle pluralità, come le convenzioni per gli asili nido, i centri estivi, le numerose iniziative di conciliazione fra tempi di vita e di lavoro e le disposizioni in materia di congedi parentali, previsti non soltanto per le mamme e i papà ma anche per chi deve assistere parenti o anziani. E in quest’ambito rientra anche il progetto “Le politiche del buon rientro”, ideato e realizzato da Hera per migliorare la gestione dei congedi dal lavoro, al cui finanziamento ha partecipato anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in ragione del carattere innovativo e socialmente rilevante delle proposte contemplate.



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Sabrina Bisceglia
Responsabile pubblicazioni - Eikon Strategic Consulting
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