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Maria Elisabetta Alberti Casellati: Alpi-Hrovatin, libertà di stampa non sia un rischio

April 17 2019
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Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, dopo 25 anni, restano due martiri della libertà di stampa: il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati omaggia i due giornalisti uccisi in Somalia il 20 marzo 1994

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il ricordo del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: “La ricerca della verità, nel mondo dell’informazione, dovrebbe essere un dovere e non un rischio che si paga con la vita”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati ricorda Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
“Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, dopo 25 anni, restano due martiri della libertà di stampa”: il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ricorda i due giornalisti nel giorno del venticinquesimo anniversario dalla loro morte. Era il 20 marzo 1994: Ilaria e Miran furono uccisi in un agguato a Mogadiscio, in Somalia, eseguito “da un commando ancora ignoto nella matrice e nella composizione” che “ha spezzato due vite e trafitto la libertà di tutti”, per riprendere le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 25 anni di depistaggi, omissioni e reticenze che hanno contribuito a gettare sempre più ombre sulla morte dell’inviata del Tg3 e del suo operatore, allontanando ulteriormente la verità. “Nel ricordare la loro uccisione, per la quale si attende ancora giustizia, sottolineo come la libera informazione debba restare uno dei pilastri della democrazia” ha detto il Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: la libera informazione resti uno dei pilastri della democrazia
“Due martiri della libertà di stampa”: così Maria Elisabetta Alberti Casellati ha definito Ilaria Alpi e Miran Hrovatin lo scorso 20 marzo, nel giorno del venticinquesimo anniversario dalla loro uccisione in Somalia. Alla sua voce si sono unite quelle delle più importanti figure istituzionali, che nel corso della giornata hanno voluto ricordare Ilaria, Miran e tutti quei giornalisti che, nel ricercare la verità, sono incappati in intimidazioni, minacce o sono rimasti uccisi. Perché, come ha evidenziato Maria Elisabetta Alberti Casellati, “la ricerca della verità, nel mondo dell’informazione, dovrebbe essere un dovere e non un rischio che si paga con la vita”.



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