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Comunicato Stampa

Pesaro, al Teatro Rossini "TRE DONNE ALTE" di Edward Albee. Regia di Ferdinando Bruni

Con Ida Marinelli, Elena Ghiaurov e Denise Brambillasca. Completa il cast dello spettacolo Ettore Ianniello.

FotoAl Teatro Rossini di Pesaro appuntamento della Stagione Capitale con "Tre donne alte", per la regia di Ferdinando Bruni che riprende così l'opera di Edward Albee, con la traduzione di Masolino d'Amico, quasi 30 anni dopo la prima versione teatrale in Italia (Aprile 1995) per la regia di Luigi Squarzina.

In scena Ida Marinelli ed Elena Ghiaurov, affiancate dalla giovane Denise Brambillasca: a loro il compito di incarnare tre punti di vista e tre differenti età, nella vita di una donna. Completa il cast dello spettacolo Ettore Ianniello, silenziosa immagine maschile.

“Vincitore del Premio Pulitzer e del Lucille Lortel Awards nel 1994 – sottolinea Bruni – nonché dell'Evening Standard Award in Gran Bretagna (sia per il testo che per la protagonista Maggie Smith), Edward Albee ha creato con Tre donne alte un capolavoro di intelligenza, abilità teatrale e profondità. Un testo che, portato in teatro, mantiene tutta la sua carica di intelligenza e dolore, ma anche di auto-ironia... I dialoghi, spesso impietosi, ci parlano di perdono, riconciliazione e del nostro destino. Ma è nel ritratto delle tre donne che sta la vera forza dell’opera: caratteri separati e ben distinti nel primo atto, si rivelano essere nel secondo la stessa persona in differenti età della vita”

La donna nelle tre fasi di una unica vita, giovinezza, età matura, vecchiaia, accompagnata dalla certezza della morte, quando tutte le aspirazioni, le scelte, i fallimenti, i successi, i dolori coesistono con la certezza che tutto finirà e la morte non è solo il momento finale, ma è elemento costitutivo della vita stessa.

Solo la morte rende rilevanti le scelte e autentica l'esistenza, perché la vera felicità sta nel momento della transizone e minimizzare la morte vuol dire minimizzare la vita.

Lo scenario della vita nella morte prevale sulla trama dell' opera di Albee e Ferdinando Bruni coglie tutto questo rendendo visibile la vita reale in presenza della morte in corso. Le illusioni in questo momento sono tutte smascherate, anche Il fallimento dell'amore è una forma di morte.

Lo stesso Albee dice: "Scrivo opere teatrali su come le persone sprecano la propria vita."

In questo contesto, secondo molti critici, l'opera di Albee non contiene alcuna positività filosofica o sociale ed Il suo teatro appartiene alla corrente pessimistica che caratterizza molta scena teatrale contemporanea ed Albee suggerisce che dalla solitudine umana non c'è via d'uscita: solo la morte ci libera ponendo fine alla nostra vita sociale.

La riflessione è aperta e la ripresa dell'opera ha un significato oggi tutto particolare. Resta il fatto che nel ritratto delle tre donne, disegnato con grande intensità, tutta femminile, dalle tre attrici, sta la vera forza dell’opera: caratteri separati e ben distinti nel primo atto, si rivelano essere nel secondo la stessa persona in differenti età della vita.

Acuto e tagliente "Tre donne alte" mette a nudo le verità della nostra esistenza, nella sua unicità.

La scenografia di Francesco Frongia mostra il letto di morte al centro ed un grande orologio che incombe nel primo atto a segnare il tempo mentre, nel secondo atto, sembra precipitare sulla scena e soccombere al tempo.

I costumi di Elena Rossi, con i colori bianco e beige nel primo atto con modelli che rispecchiano lo status sociale delle tre donne e lo stesso modello indossato dalle tre nel secondo atto a sottolineare l'unicità del personaggio.

Significativa anche la scelta musicale che parte da "Just" (After Song of Songs) del Tri Medieval, e poi con "When I Am Alone", per terminare con "Reminiscence" di Olafur Arnalds & Alice Sara Ott.

TRE DONNE ALTE

di Edward Albee
traduzione Masolino D'Amico
con Ida Marinelli, Elena Ghiaurov, Denise Brambillasca, Ettore Ianniello
regia Ferdinando Bruni
scene Francesco Frongia
costumi Elena Rossi
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
produzione Teatro dell’Elfo

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