EDITORIA
Comunicato Stampa

“Dolci di Calabria” è il volume appena uscito di Alessandra Uriselli edito da Rubbettino

14/01/21

La Calabria: una terra incredibile, ricca di cultura, di storia, che profuma di bellezza e di gusto. Le sfumature di questa regione sono innumerevoli e questo libro nasce per far conoscere la sua tradizione dolciaria, da una parte un occhio attento alla tradizione, dall’altra una reinterpretazione di dolci misti realizzati con gli inconfondibili profumi e gli indimenticabili sapori calabresi. Protagonisti principali di queste ricette sono l’amore, il ricordo, il legame fortissimo alla propria terra, l’incredibile interazione e il contatto che il cibo, in questo caso specifico, i dolci, creano nel vissuto di ogni persona.

FotoUn libro che possa permettere a chi è calabrese di rivivere alcuni momenti, a chi non lo è di approcciarsi in maniera semplice e con grande umiltà alla pasticceria di questa terra. Accanto alla passione per la cucina e per i dolci, esiste una storia di vita, raccontata in maniera diretta, senza fronzoli e con il cuore aperto. Un piccolo paesino della Presila catanzarese da dove inizia tutto. La voglia di scrivere, il bisogno di comunicare con le altre persone e la passione per la condivisione sono il Leitmotiv di questo libro. Le feste e le ricorrenze, tema fondamentale e in stretto rapporto con i dolci tipici calabri, ci raccontano di una realtà che oggi appare lontana ma che, immergendosi nella lettura e nella realizzazione delle ricette, può tornare a farci sentire tutti più vicini.
La pubblicazione di un nuovo libro rappresenta sempre un avvenimento importante, anzi affascinante, specie se è un libro di dolci pubblicato da Rubbettino Editore. E se poi aggiungiamo che parla di dolci della tradizione calabrese, assume per me che scrivo una valenza ancora più importante, e con queste righe vi spiego il perché.
(Dall'introduzione)

Quella calabrese non sembra occupare alcun ruolo nel panorama della cucina nazionale: raramente viene citata quando si parla di cucina, di vini o di prodotti tipici. Forse su ciò ha influito la notevole distanza geografica dalle regioni che si sono rese protagoniste della rinascita dell’identità culinaria moderna oppure l’assenza di cuochi calabresi, quando questa tradizione andava formandosi. Potrebbe aver avuto un impatto anche la mancanza di industrie alimentari di una certa rilevanza o magari il fatto che la celebre opera di Pellegrino Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” non contiene nessuna ricetta calabrese.

Oggi i tempi stanno cambiando, internet da alcuni decenni ha favorito la circolazione di notizie e ciò ha permesso anche alla cucina calabrese di farsi conoscere e di presentare il proprio patrimonio gastronomico: liquirizia, bergamotto, cedro, fichi, salumi di maiale nero, la celebre Nduja, olio evo e soprattutto i vini grazie a giovani vignaioli che hanno rivalorizzato antichi vitigni.
A tutto ciò si aggiunge una nuova generazione di cuochi, Antonio Abbruzzino del ristorante Alta Cucina Locale, Gaetano e Pinuccio della celebre locanda di Alia, Enzo Barbieri di Altomonte, Salvatore Murano, Luigi Ammirati, Pierluigi Vacca del Piccolo Borgo, Francesco Mazzei con tre ristoranti nel Regno Unito, solo per citarne alcuni. Costoro hanno saputo rivalutare la cucina tradizionale e l’hanno resa celebre nei loro ristoranti. A loro si aggiungono le nuove generazioni Caterina Ceraudo del Ristorante Dattilo di Strongoli; Luca Abbruzzino di Alta Cucina Locale di Catanzaro; Antonio Biafora del Biafora Restaurant di San Giovanni in Fiore, Gennaro Di Pace; Emanuele Lecce de La Tavernetta di Camigliatello Silano; Nino Rossi di Villa Rossi di Santa Cristina d’Aspromonte; Emanuele Strigaro del Novezerodue di Crotone; Bruno Tassone del San Domenico di Pizzo.

Tutto ciò ha attirato anche l’attenzione di tante “blogger”, le quali armate di smartphone e dalla voglia di mettersi ai fornelli, sono diventate delle vere e proprie influencer. E’ in questo filone di crescita e valorizzazione per questo settore, che, a mio avviso, si inserisce il nuovo libro di Alessandra Uriselli alla quale va dato il merito di accendere un’altra lucina nella divulgazione della cucina calabrese. Tra le cuoche preferite di Alessandra c’è Caterina Ceraudo. Il suo ristorante preferito è invece quell’angolo di paradiso che si trova a Soveria Mannelli, “La rosa nel bicchiere”, il cui nome proviene dalla raccolta di poesia del famoso poeta calabrese di Sambiase Franco Costabile. Le sue opere sono pervase di malinconia per la terra abbandonata e con la quale risulta impossibile rescindere il cordone ombelicale. Proprio come succede a tutti gli emigranti calabresi: è come se vivessero prigionieri in un gioco di specchi, in quanto vivono il nuovo mondo ma sono prigionieri del vecchio dal quale non si riescono a liberarsi o emanciparsi.
Ebbene le quaranta ricette della scrittrice del libro Dolci di Calabria di Alessandra fanno parte di questo lungo viaggio.

Alessandra, classe 1983, a 18 anni segue la famiglia in Trentino Alto Adige, in provincia di Bolzano. Nel 2012 decide di aprire il blog di cucina www.dolcementeinventando.com . E’ in questo modo che riannoda e impasta i ricordi. E’ qui che riaffiorano sempre i piatti e i dolci preparati dalla nonna. I dolci della nonna in particolari erano dei pensieri affettuosi da regalare ai nipoti e oggi Alessandra ricambia e dedica questa sua opera a lei, alla cara nonna Assunta per rinnovare il suo affetto e perpetuarne il ricordo. Non resta che scoprire le irresistibili ricette e i dolci della tradizione calabrese nel libro di Alessandra Uriselli per poterle replicare a casa e assaporare tutto il gusto.

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